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IDPF cerca possibili sistemi di protezione?

No entrance - by Mattox's - October 2009

No entrance – by Mattox’s – October 2009

Detta come da titolo potrebbe preoccupare e molto. In realtà, dalle prime info che si hanno, la questione è leggermente diversa.

Si tratta di una bozza di un nuovo documento che vuole trattare impieghi e requisiti per una eventuale tecnologia di protezione definita ‘leggera’.

Cosa voglia dire ‘leggera’ è presto per dirlo. A leggere pare si tratti di una soluzione a metà strada tra il DRM totale e ‘la libertà’.

Ma il documento vuole essere prima di tutto un sondaggio per capire cosa ne pensano gli interlocutori, e anche quanto questi ultimi ritengano prioritario questo argomento rispetto ad altri già esistenti.

IDPF non ha preso nessun impegno e non sa se questa cosa verrà realizzata. Diciamo che ha buttato giù l’esca per vedere cosa succede…

Le argomentazioni di partenza di IDPF sono condivisibili:

i DRM imposti dai principali editori per impedire la copia oppure dai produttori di devices per vincolare al loro marchio, hanno di fatto frammentato il mercato degli eBooks. Nonostante  non sia assolutamente chiaro e quantificabile se il DRM prevenga o meno la pirateria. (Personalmente sono convinto di no!)

Quindi, continua il documento, l’adozione di un metodo standard per la protezione dei contenuti che allenti leggermente le maglie del controllo, anche aumentando in certa misura la condivisione, favorirebbe una maggior diffusione dei testi digitali opponendosi di fatto alla frammentazione di cui sopra.

Prima di alzare barricate, non dimentichiamo che la protezione non riguarda sempre e solo l’impedimento alla copia/distribuzione, ma in certi casi può riguardare anche la tutela dei dati personali dell’acquirente. E soprattutto informiamoci obiettivamente e seguiamo gli sviluppi.

Vedremo…

Commenti da parte tua?


MediaLibraryOnLine: un decisivo balzo in avanti.

The MLOL logo

MLOL, il primo network italiano di biblioteche pubbliche per la gestione e il prestito di contenuti digitali comincia a presentare numeri significativi. (Ad oggi sono circa 2.300 le biblioteche pubbliche iscritte dalle 10 regioni aderenti alla piattaforma MLOL, per una bacino di oltre 10 milioni di utenti)

La piattaforma, il cui progetto è stato lanciato nel 2009, è un sistema, sorretto da un network nazionale di biblioteche, sistemi bibliotecari e altri enti che collaborano e ne condividono i costi, rivolto alla distribuzione via internet di ogni tipologia di oggetto digitale (audio, video, testi, banche dati a pagamento, testi storici in formato immagine, archivi iconografici, audiolibri, libri digitalizzati, e-learning, live-casting in tempo reale, etc.);

Attraverso MLOL l’utente può prendere a prestito e-book dei principali editori italiani, consultare banche dati, sfogliare enciclopedie, quotidiani o periodici, ascoltare audio musicali; visionare video in streaming; ascoltare e scaricare audiolibri; assistere in live-casting ad eventi organizzati dalle biblioteche o rivederne le registrazioni; consultare manoscritti e testi antichi in formato immagine;  leggere libri digitalizzati attraverso tipologie diverse di e-book reader.

In particolare il prestito degli e-books era, fino ad oggi a scadenza e il meccanismo funzionava in soldoni così:

La biblioteca acquistava un certo numero di licenze che permetteva all’utente accreditato di effettuare un download a tempo e leggere quel libro per 14 giorni sul proprio PC o eventuale e-reader. Scaduti qusti 14 giorni il libro diventava illeggibile.

Era già un bel passo avanti…

Il balzo decisivo è avvenuto in questi giorni grazie all’accordo con BookRepublic.

Il prestito diventa illimitato e senza vincoli sul numero di dispositivi da utilizzare. La virtuosità del prestito è garantita da ‘Social DRM’; un watermark che viaggia assieme al libro con una dotazione di informazioni quali biblioteca di origine, utente, numero di download etc… e che rende possibile il monitoraggio di eventuali usi impropri.

Il gruppo di editori aderenti all’iniziativa è ancora limitato e tra quelli che devono ancora decidere non tutti vorranno abbandonare il DRM classico… Vedremo. La partita si fa sempre più interessante.