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I libri elettronici sono già obsoleti?

 

Gli e-Book saranno obsoleti entro cinque anni.  Paralizzati da restrizioni territoriali, bloccati dal copyright, non letti per incompatibilità dei devices, penalizzati da formati di file già obsoleti ma contemporaneamente ancora immaturi, presentano uno svantaggio concorrenziale senza speranza rispetto al web e persino nei confronti del molto più umile formato PDF.

Questo il cappello dell’articolo di Jani Patokallio che racconta delle disavventure ‘digitali’ riscontrate nel suoi viaggi da una nazione all’altra. Account diversi da paese a paese (contabilizzazioni impossibili e quindi acquisti negati), formati proprietari, diritti etc etc… Queste motivazioni (non sempre corrette a dire la verità) lo portano a decretare per il formato eBook, una vita brevissima.

Perché?

Perché gli editori insistono nel vendere i libri elettronici esattamente come vendono i libri cartacei e i clienti, paradossalmente, non figurano nell’equazione:

Il digitale permette la duplicazione facile 
Quindi imponiamo i DRM (ma ci siamo dimenticati delle battaglie sulle fotocopie? n.d.r.)

Il digitale elimina i vincoli geografici nella distribuzione.
Quindi imponiamo limiti geografici artificiali per preservare il monopolio territoriale delle case editrici.

Il Web cambia rapidamente e consente all’utente sempre maggior indipendenza e autonomia.
Quindi progettiamo e-reader limitati alla sola lettura di e-book, ‘ancorando’ il lettore ai propri canali distributivi e di acquisto.

I formati digitali sul Web sono molteplici ed evolvono in modo imprevedibile.
Quindi facciamo libri elettronici che assomiglino sempre di più a libri fisici inventando addirittura uno “standard” (ePub) che serva allo ‘scopo’.

Come esempio eclatante dell’immobilismo del software … ePub è un caso istruttivo. L’attuale standard di fatto (ePUB2), è essenzialmente XHTML 1.1, uno standard W3C risalente al 2001, con una spolveratina limitata di CSS2 (del 1998) e con l’aggiunta di ‘accrocchi’ proprietari. Ciò significa la maggior parte dei libri elettronici creati oggi utilizzano una tecnologia obsoleta […] che non permette la creazione di pagine uguali per tutti i dispositivi.

La stessa nuova versione (EPub3) rilasciata alla fine del 2011, motorizzata HTML5 […] non è ancora utilizzata perché non esiste nessun dispositivo sul mercato che la supporti …

La provocazione è forte e assolutamente esagerata, ma tre le righe ci sono molti spunti interessanti e la riflessione è d’obbligo.

Voi cosa ne pensate?

Qui l’articolo originale


Dopo 244 anni Enciclopedia Britannica ferma le macchine da stampa

Encyclopaedia Britannica

Ángel Franco/The New York Times A set of the Encyclopaedia Britannica on the shelves of the New York Public Library.

La produzione si limiterà alle sole versioni on-line e ai molti strumenti formativi, che sono già a catalogo, rivolti al mondo scolastico.

È un passaggio obbligato e un riconoscimento del sopravvento del digitale rispetto al cartaceo: “Il digitale ha qualcosa in più, è multimediale è immediato nella consultazione e altrettanto immediato nell’aggiornamento” recita Jorge Cruz, Presidente di Encyclopedia Britannica inc. – Chicago

Altro ‘segnale’ significativo rivolto alla carta stampata.

Fonte


MediaLibraryOnLine: un decisivo balzo in avanti.

The MLOL logo

MLOL, il primo network italiano di biblioteche pubbliche per la gestione e il prestito di contenuti digitali comincia a presentare numeri significativi. (Ad oggi sono circa 2.300 le biblioteche pubbliche iscritte dalle 10 regioni aderenti alla piattaforma MLOL, per una bacino di oltre 10 milioni di utenti)

La piattaforma, il cui progetto è stato lanciato nel 2009, è un sistema, sorretto da un network nazionale di biblioteche, sistemi bibliotecari e altri enti che collaborano e ne condividono i costi, rivolto alla distribuzione via internet di ogni tipologia di oggetto digitale (audio, video, testi, banche dati a pagamento, testi storici in formato immagine, archivi iconografici, audiolibri, libri digitalizzati, e-learning, live-casting in tempo reale, etc.);

Attraverso MLOL l’utente può prendere a prestito e-book dei principali editori italiani, consultare banche dati, sfogliare enciclopedie, quotidiani o periodici, ascoltare audio musicali; visionare video in streaming; ascoltare e scaricare audiolibri; assistere in live-casting ad eventi organizzati dalle biblioteche o rivederne le registrazioni; consultare manoscritti e testi antichi in formato immagine;  leggere libri digitalizzati attraverso tipologie diverse di e-book reader.

In particolare il prestito degli e-books era, fino ad oggi a scadenza e il meccanismo funzionava in soldoni così:

La biblioteca acquistava un certo numero di licenze che permetteva all’utente accreditato di effettuare un download a tempo e leggere quel libro per 14 giorni sul proprio PC o eventuale e-reader. Scaduti qusti 14 giorni il libro diventava illeggibile.

Era già un bel passo avanti…

Il balzo decisivo è avvenuto in questi giorni grazie all’accordo con BookRepublic.

Il prestito diventa illimitato e senza vincoli sul numero di dispositivi da utilizzare. La virtuosità del prestito è garantita da ‘Social DRM’; un watermark che viaggia assieme al libro con una dotazione di informazioni quali biblioteca di origine, utente, numero di download etc… e che rende possibile il monitoraggio di eventuali usi impropri.

Il gruppo di editori aderenti all’iniziativa è ancora limitato e tra quelli che devono ancora decidere non tutti vorranno abbandonare il DRM classico… Vedremo. La partita si fa sempre più interessante.


Libri di testo: al bivio?

Il periodo di transizione è finito: dal prossimo anno scolastico non saranno più ammessi libri di testo editati nel solo formato cartaceo. È la novità saliente contenuta nella Circolare Ministeriale n. 18/2012 sulle adozioni dei libri di testo.

La rivoluzione digitale nei libri di testo, iniziata con la legge n. 133/2008, va ora a compimento: «A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista», recita l’art. 15; e quindi, «per l’anno scolastico 2012/2013, non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei».

… Tutti i testi in adozione dal 2008/09, nel caso siano in sola forma cartacea, «devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet»; se il testo cartaceo in adozione presenta ora anche la forma scaricabile da internet può essere mantenuto, fermo restando che può anche essere sostituito con un altro, purché ovviamente reperibile in forma mista o completamente digitale. I testi in forma mista già adottati, in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 5 della legge n. 169/2008, «devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale»: cinque anni per la scuola primaria, sei per la secondaria di I e II grado.

leggi il testo della Circolare Ministeriale 18/12


Acquisto di libri nel mercato inglese: switch off da carta a digitale.

Ricevo e condivido i primi dati dell’indagine condotta da BML sulle tendenze all’acquisto di libri da parte dei consumatori britannici.

Questo il link all’articolo originale.

e questo in sintesi il contenuto:

  • Le vendite di eBook sono in aumento, ma il prezzo più basso abbassa il valore complessivo.
  • Nel periodo di osservazione (l’indagine si è svolta in 48 settimane fino a fine novembre 2011) le vendite di libri stampati si sono ridotte del 4% pari ad una perdita del 6% sul valore.
  • A compensare questa perdita, riducendola al 3% complessivo, l’incremento nelle vendite di libri digitali.
  • Si è assistito ad un incremento dei prezzi del formato digitale; nonostante questo aumento il prezzo degli eBook rimane sempre inferiore. Dal grafico di Fig.1, si vede l’evoluzione del prezzo nell’esempio specifico di un libro di narrativa durante il periodo di osservazione,. L’eBook si attesta mediamente sulle 3.39 sterline, mentre cartonati e pocket vanno rispettivamente a 7.08 e 4.96 sterline.

Un dato un po’ a sorpresa (ma non troppo) riguarda l’età del fruitore di digitale (Fig. 2). L’indagine evidenzia infatti che la fascia di età compresa tra i 44 e gli 80 anni acquista digitale molto di più rispetto alle fasce più giovani.

I risultati completi saranno presentati a Londra il 29 Marzo.

E il mercato italiano? Avete dati di riferimento?