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Brucare libri

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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di Roberto Maragliano

“<No, io leggo solo su carta. Vuoi mettere il profumo dei libri?>: questo è quello che mi dice l’80% di quelli con cui parlo di ebook. Io ero (cioè, in parte lo sono ancora) una capra: le mie letture andavano a stagioni e variavano in funzione della mia vicinanza a una libreria. Adesso (post Kindle) sto diventando una lettrice vorace anche se un po’ disordinata. Mi viene da domandarmi se gli ebook siano un sostituito dei libri di carta o se in realtà servano a incoraggiare le capre (come me) alla lettura”.

capra libro

Questa frase m’è capitata sotto gli occhi, grazie al motore di ricerca. L’ha messa su Facebook quasi due anni fa Rossella Cenini, alla quale ho chiesto, assieme all’amicizia, l’autorizzazione a riportarla qui, come ulteriore tassello di un discorso sulle metamorfosi in atto della forma libro.
Perché, quelli che ci seguono lo sanno, questo blog si…

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Immagini e licenze… grazie Creative Commons!

Grazie Sara! Concordo: non è solo questione di legalità. Bisogna recuperare un’attenzione oggi troppo facilmente ‘dimenticabile’ e non solo in ambito didattico.

Quello che mi APpare

Lo sai che se trovi un’immagine in internet questo non significa che tu possa usarla come vuoi?

Il fatto di pubblicare una tua opera in rete non significa che stai cedendo i tuoi diritti, anzi. Se su una fotografia non trovi scritto @Copyright o altro, questo non significa che hai il diritto di usarla come vuoi. Anzi. Se non ci sono indicazioni precise il diritto rimane IN CAPO ALL’AUTORE.

Sono molto grata a chi scatta immagini originali e straordinariee le mette a disposizione su Flickr o altre piattaforme con una licenza Creative Commons. Questo mi ha consentito spesso di inserire, nelle mie presentazioni o su siti e blog, immagini specifiche per veicolare concetti che difficilmente sarebbero stati compresi altrettanto bene.

Se trovo immagini con licenze Creative Commons, però, vado a leggere la licenza… e la rispetto. E anche se poi scaricare l’immagine e mettere i credits è più…

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Anya e il suo fantasma

Condivido! Ho trovato originale anch’io il meccanismo di immedesimazione di chi legge :-).

Libringioco

Ciao a tutti, nel fine settimana ho letto Anya e il suo fantasma (Anya’s Ghost) una graphic novel scritta e illustrata da Vera Brosgol, pubblicata dalla casa editrice Bao nel 2013 nella traduzione di Caterina Marietti. L’autrice vanta la collaborazione allo storyboard dell’animazione di Coraline di Neil Gaiman che, da parte sua, ha definito Anya e il suo fantasma un capolavoro. Non mi fido dei giudizi iperbolici. E’ vero comunque che lo storytelling intrattiene e incanta e che, graficamente, lo stile cartoon adottato da Vera è gradevole per i lettori di tutte le età. Senza dubbio vincente è stata inoltre la scelta di utilizzare il bianco, il nero e tutta la scala dei grigi, colori azzeccatissimi per una ghost story. Pronti alla spoilerata?

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Limeriz – Limericks all’italiana

Ciao!

con questo nuovo post ti presento un altro interessante ePub che ho sviluppato sui disegni e sui testi del grande Riz (Rino Zanchetta): I Limeriz

L’idea iniziale ha preso ispirazione dal Limerick … che è (cito wikipedia) un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, dalle ferree regole (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto nonsense, umoristico o scapigliato, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere.

Riz ne ha inventato qualcuno e, come dice bene nella presentazione del libro, si è divertito ad immaginarli, a scriverne i testi e a disegnarli.

Nella fase successiva le tavole sono state ‘lavorate’ da me con l’aggiunta di un effetto parallasse che, in un simpatico gioco di fusione tra cartaceo e digitale, ha reso piacevolissima la lettura.

Muovendo il mouse sullo schermo del computer oppure inclinando il tablet le tavole si animano e prendono magicamente vita.

Il libro è scritto secondo standard ePub 3.0 (con codice html5 e animazioni CSS3 pilotate da Javascript).

È un ePub a layout fisso (*) ed è disponibile gratuitamente su iBooksStore per iPad e per iBooks su Mac (sistemi operativi Mavericks o Yosemite).

È in lavorazione la versione App (anche per sistemi Android).

Ti invito caldamente a scaricarlo e sopratutto e fare una recensione scritta con l’aggiunta di qualche stellina di gradimento.

Nella colonna di destra i links per il download.

Fammi sapere se ti è piaciuto.

Ciao!

A presto

JP

[(*) spero che i ‘polemici’ poco corretti di questi giorni non si attacchino anche qui: non sta scritto da nessuna parte che tutto può (e deve) essere fatto esclusivamente in reflowable! Orticelli da coltivare?]

 

 


La Fattoria Dolcemiele

Ciao!

Mi riaffaccio da queste parti dopo un periodo di assenza forzata, costretto da impegni imprevisti su fronti editoriali più ‘tradizionali’.

Rientro ‘col botto’ perché ho appena pubblicato un nuovo ePub interattivo e questa mi sembra l’occasione migliore per parlartene.

Il titolo è La Fattoria Dolcemiele, Sviluppato sulle tavole (e con il prezioso supporto) di Valeria Branca l’epub si compone di dieci pagine zeppe di interattivà, animazioni e commenti sonori.

Le pagine sono ambientate in una simpatica e coloratissima fattoria e il piccolo lettore dovrà accompagnare Greta e gli altri personaggi nelle loro faccende quotidiane.

Il sistema di help è pratico, funzionale e sempre a portata di ‘dito’.

Dal punto di vista tecnico il libro è assolutamente in linea con lo standard ePub 3.0. Le animazioni sono in puro CSS3 e l’interattività è pilotata da javascript. L’esperienza di lettura e di gioco è fluida e piacevole.

Allego la copertina animata che sta strappando moltissimo consenso, ma non lasciarti ingannare: le altre pagine sono molto meglio 🙂

Su iBooksStore a 3,99 euro 0,99 euro nell’occasione dell’imminente lancio della versione in inglese. Per iPad e Mac (con Yosemite)

Condivisioni e un po’ di promozione da parte tua saranno assolutamente graditi.

E per qualsiasi critica o commento puoi scrivere qui sotto come sempre; ti aspetto.

Ciao!


Da piccolo farò lo scienziato …

PLaNCK; il logo della rivista

Raramente ospito sulle mie pagine lanci di esperienze editoriali. Per paradosso (e a maggior ragione), non lo faccio neanche quando intravedo possa trattarsi di un’esperienza interessante, perché credo poco che una buona idea abbia bisogno di spinte volutamente forzate per farsi conoscere. Con tutti i mezzi ‘social’ disponibili oggi, se un’idea è buona prima o poi emerge alla grande da sola.

Ma nel caso di PLaNCK! ho deciso di fare un’eccezione. Per vari motivi:

Perchè si tratta di un progetto unico nel suo genere perlomeno in Italia.

Perchè idealmente ma in modo magistrale, collega il mondo universitario ad una platea giovanissima (9-11 anni). Aprendo infatti le porte dei laboratori e raccontando l’attività scientifica che vi si  svolge  all’interno, tenta di compiere di fatto la ‘terza mission’ dell’Università, cioè la costituzione di un ‘patrimonio sociale’ di conoscenza mediante la condivisione della cultura scientifica.

Per il metodo utilizzato dallo staff che unisce il rigore scientifico al divertimento, avvicinando di fatto i più piccoli non più all’Università come ad un qualcosa di lontano e misterioso, quanto piuttosto ad un luogo accessibile, appassionante e assolutamente ‘reale’.

E infine per la scelta di pubblicare la rivista bifronte in due lingue: utile sia per gli studenti di lingua non italiana, sia per permettere l’ampliamento delle conoscenze tecnico-linguistiche del bambino.

Tutto questo è la rivista PLaNCK! , frutto dell’intuizione di Agnese Sonato e Marta Carli, due dottorande dell’Università di Padova e realizzato da uno staff di una decina di persone col sostegno dei Dipartimenti di Fisica e di Chimica.

Dopo la pubblicazione di un numero pilota (scaricabile gratuitamente da questo pagina), verificato dal vivo con i bambini in classe è prevista per il prossimo gennaio l’uscita del numero uno sul tema La Luce e l’Ottica. Proprio in preparazione all’uscita del numero uno, la redazione ha organizzato un evento parallelo che avrà luogo venerdì 13 dicembre a partire dalle 15:00 presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia.

I dettagli completi direttamente sul sito di PLaNCK!

Suggerisco di seguire il progetto perché merita veramente…

Links e contatti:

Homepage
Abbonamenti 2014
redazione@planck-magazine.it
facebook

Streghette Combinaguai – Il promo

Utilizzando ritagli, schizzi e note messi da parte durante la lavorazione della versione ePub di Streghette Combinaguai è nato, quasi senza volerlo,  un simpatico filmato promozionale che condivido con voi.

Il filmato in questi giorni sta facendo da ‘spalla’ ai  lavori che  Elisa ed io abbiamo iscritto al contest Bit Bum Bam.

Fateci un giro e  se siete iscritti a FB, magari ‘schiacciate’ anche un ‘mi piace’ di sostegno. I voti non sono discriminanti per l’esito finale, ma aiutano eccome. Anche perché è possibile votare una volta al giorno,


Curiose, dispettose, disubbidienti e indisponenti …

La copertina del libro

Streghette Combinaguai – La cover

ma anche terribilmente simpatiche.

Si sono fatte desiderare ma alla fine eccole qua: Le Streghette Combinaguai.

Il nuovo lavoro di Elisa, nella versione interattiva curata da me è finalmente disponibile su iBookstore.

Quattro piccole streghe pasticcione stanno per mettersi nei guai! Non hanno molta voglia di studiare ma moltissima di combinare disastri. E quando si mettono in testa di cercare nella stanze della scuola di stregoneria il libro con gli incantesimi stregosi incominciano a farne di tutti i colori.

Pur essendo destinato ad un pubblico di giovani lettori, questo libro contiene tutti gli ingredienti utili per chi vuole conoscere tecniche, metodi e regole per la scrittura di un ePub di questo tipo mantenendosi nei binari dello standard 3.0.

Questo il link per scaricare la versione per iPad (assolutamente gratuita).

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A breve inizierò a postare una serie di contenuti sulle principali tecniche utilizzate.

A voi commenti, contributi e … condivisione!


iBooks arriva anche su Mac: cosa cambia?

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Mavericks, il nuovo sistema operativo per Mac annunciato da Apple e atteso a breve, includerà tra le altre anche la novità di incorporare una versione di iBooks.

La cosa è interessante  dal punto di vista dell’utente che potrà  leggere i libri anche su computer (la versione sarà sincronizzata con tutte le altre librerie presenti sui propri iPad, iPhone e iPod touch)

Ma si tratta di una novità significativa anche per noi sviluppatori. specialmente per quel che riguarda i libri con funzionalità interattive magari  supportate da Javascript. Un utente infatti potrà accedere ai propri libri sia su periferiche iOS che su computer con OS X. Ma mentre su periferiche iOS l’interattività avviene tramite ‘tocco’, su macchine con OS X  avviene tramite eventi del mouse.

Va da se che chi produce dovrà  prevedere e supportare contemporaneamente entrambe le possibilità.

Nei prossimi giorni descriverò alcuni spunti sull’argomento.


Letture estive

Ancora gli ultimi giorni di ferie in attesa di settembre. La ripresa sarà ricca di post tecnici e vedrà la pubblicazione di un nuovo ePub interattivo basato su un altro libro per bambini illustrato da Elisa Favi assieme ad altre sorprese rivolte sempre ai piccoli lettori.
In attesa di queste novità condivido con voi una serie di guest-post proposti dagli amici di eBookReader Italia
Buona lettura

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Condivisione digitale tra biblioteche.

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Ogni tanto arriva qualche buona notizia!

Ne avevo già parlato precedentemente e approfitto volentieri dell’articolo pubblicato oggi da Alessia Rastelli su EHI BOOK per rilanciare la notizia e ri-condividere il suo articolo.

Il servizio di prestito digitale per l’utente finale è già in funzione dal 2011, ma acquisisce nuove opportunità:

a partire da Ottobre entra in funzione il servizio di prestito interbibliotecario per i contenuti digitali. Il sistema è messo a punto da MediaLibraryOnline (MIOL) e le biblioteche pubbliche aderenti al circuito sono attualmente circa 3ooo. Spiega Giulio Blasi, amministratore delegato della società che ha ideato MediaLibrary (Horizons Unlimited,). «La biblioteca riceve online la richiesta dell’utente, se non possiede l’ebook lo ordina, lo ottiene istantaneamente da un’altra biblioteca e può darlo in prestito. Per i lettori vuol dire un’offerta molto più ampia e immediata».

Qui l’articolo originale di Alessia


Principessa 2.0. Riflessioni a ruota libera

Azzurra e il drago diventano amici

È stato appena rilasciato un importante aggiornamento per La Principessa Azzurra e il Drago Golosone. La richiesta di aggiornamento ricevuta da più parti e il successo di download, in numero ben più ampio rispetto alle più rosee aspettative, ha portato alla revisione e all’ampliamento delle parti animate e interattive. Il codice è stato limato e sono state eliminate quasi tutte le gif in favore di animazioni CSS3 più snelle e fluide. La struttura portante ovviamente è rimasta la stessa

Il successo di questo ePub, guardando oltre lo stupendo stile di Elisa o la squisita realizzazione tecnica, è dovuto ad una azzeccata miscela di diverse componenti. Le accenno sinteticamente come spunto, ma secondo me esprimono con chiarezza un ‘diverso modo’ con cui è possibile affrontare lavori di questo tipo e la cosa più interessante è che si tratta di una modalità alla portata di tutti.

Lo spunto iniziale e la sinergia tra me e l’autrice
Un concetto discutibile quanto volete, ma a me molto caro: tenere sempre presente l’intuizione iniziale, quella che ha fatto scattare la molla e ci ha fatto dire: ‘potremmo realizzarne un ePub’. In quel preciso momento prendono forma idee, spunti, immaginazioni su come ‘avremmo voluto’ che fosse quel libro. Tenere presente questo aiuta a mantenersi ancorati all’idea portante senza lasciarsi distrarre dalle ‘cose’ tecniche che inevitabilmente tendono a prendere il sopravvento. Altrimenti si perde di vista l’obiettivo finale e si genera un prodotto ‘distante’ da chi lo dovrà utilizzare. Il target di questo libro era un pubblico giovanissimo. Complicare certe situazioni o renderle troppo ‘automatizzate’ avrebbe tolto parecchio spazio alla fantasia del bambino/lettore. Eppure ho rischiato più di una volta di cascare nell’errore. Il richiamo alla molla iniziale e qualche benevola puntualizzazione da parte di Elisa hanno riportato il lavoro sul binario giusto.
Proprio questa sinergia diretta tra Elisa – autrice dei contenuti – e me – autore del contenitore epub – ha permesso una libertà estrema durante il lavoro e un’efficacia altrimenti impossibile:
I tempi di sviluppo sono risultati relativamente brevi: nessun obbligo di tempi di consegna imposti dall’editore (ma era banalmente evidente che prima avessimo finito prima avremmo pubblicato e quindi la celerità è venuta naturale).
Nessuna forzatura esterna: nessuna idea di terzi da calare nel documento, nessuna imposizione editoriale sui diritti dell’opera o comunque nessun suggerimento ‘affettuoso’ a cui essere ‘costretti’ a rispondere, ma un dialogo su cosa fare e su come farlo, accomunati semplicemente dall’obiettivo finale.

Certo, il lavoro pecca di gioventù; non avevamo un mega staff alle spalle, sicuramente la realizzazione ottenuta poteva essere più matura e adulta. Sta di fatto che ne è uscito comunque un piccolo gioiello. E i social hanno fatto il resto con il risultato che Azzurra si è posizionata ai primi posti nelle classifiche di download.

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Proprio in questi giorni Azzurra è stata ospitata in due articoli tecnici:
il primo è apparso su eBookReaderItalia.com Il blog che dal 2009 ci racconta di ebookreaders, e di eBooks. Lo fa in maniera organica e puntuale affrontando il tema dal punto di vista tecnico ma anche da quello che definirei più ‘culturale’ sulle trasformazioni che questi strumenti si portano dietro.

eBookReaderItalia

Il secondo è stato presentato su COMX DOME, magazine digitale solo per iPad (almeno per ora).
Presenta argomenti di primo piano e contributi di altissimo livello uniti ad una deliziosa fruizione in lettura.

La copertina del numero 2


Advercomics! il Fumetto nella Comunicazione Commerciale

La copertina della guida

La copertina della guida

Il lavoro puntuale e dettagliato sugli Advercomics – condiviso nel tempo da DaZa (aka Davide Zamberlan 🙂 ) sul suo blog è stato curato, ampliato e riorganizzato dall’autore. Ne è nata una preziosa guida per … introdurre e promuovere le potenzialità del Fumetto nella comunicazione commerciale e promozionale, dallo spazio pubblicitario al gadget realizzato appositamente, dalla documentazione tecnica del prodotto alle applicazioni nei nuovi scenari del web 2.0.

Questa la presentazione ufficiale presa dal sito di DaZa:

Il Fumetto, diversamente a quanto si può pensare, è particolarmente adatto a veicolare comunicazioni promozionali. Le qualità intrinseche del connubio parola/disegno e della sequenzialità
temporale – immediatezza, appeal, capacità di raccontare e persuadere – lo rendono uno strumento efficace e versatile.

L’ Advercomic (advertising + comic) è in grado di attirare l’attenzione dei clienti e di raggiungere un ampio pubblico. Attiva un processo comunicativo coinvolgente, veicolando valori e filosofia dell’azienda con simpatia e creatività. Più economico e semplice da realizzare di uno spot o un’animazione, produce le stesse emozioni, racconta storie e può facilmente diventare virale e muoversi su tablet, smartphone, web e di lì tornare su carta. La grande varietà di stili grafici che può abbracciare, inoltre, gli consente di sposare i più diversi contesti.

“Advercomics! Guida al Fumetto nella Comunicazione Commerciale” vuole essere un piccolo manuale per autori, agenzie grafiche e aziende per conoscere e sfruttare le potenzialità di questo mezzo.

Il titolo è disponibile sia in versione PDF che in versione ePub 3.0 nell’edizione curata da ePubPublishing per iPad (o Readium).
Entrambe le versioni sono disponibili al solo costo di un tweet o di un post su FB dai links indicati di seguito.

Specifiche  tecniche
L’ePub è in formato fixed layout.
L’effetto di apertura/chiusura delle tavole illustrate è attenuta tramite CSS3 appoggiato a javascript.
Gli elementi grafici che identificano gli inizi dei vari capitoli e l’indicazione numerica delle didascalie sono espressi esclusivamente tramite SVG.

Questi i link ufficiali:


  • Versione ePub:
  • pay_button2
  • Versione pdf
  • pay_button2
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Chiudo con la graditissima dedica ricevuta da DaZa alla chiusura del lavoro.

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iBookstore nuovo aggiornamento: introdotta la specifica di libro con contenuti espliciti.

No Lifeguard On Duty sign - Toadsith's - 8-Ago-2006 - United States

No Lifeguard On Duty sign – Toadsith’s – 8-Ago-2006 – United States

Apple ha rilasciato la versione 2.9 di iTunes Producer, il tools per pubblicare su iBookstore.
Da un punto di vista tecnico si tratta di un aggiornamento minore; le modifiche riguardano sostanzialmente la descrizione e gli attributi dei contenuti.

Queste le novità:

Inclusa la possibilità di specificare se il libro contiene o meno contenuti sessuali espliciti.
Selezionando questo flag il libro viene distribuito con un warning sui contenuti. L’account iTunes che presenti le restrizioni al download di contenuti espliciti non sarà in grado di effettuarne il download.
Inibita per questi utenti anche la visione dell’immagine di copertina e la lettura della descrizione del libro.
A tutela dei lettori, se si pubblica un libro con questa modalità e si cambia idea dopo la sua pubblicazione, l’unico modo per modificarne l’impostazione è passare attraverso il supporto Apple.

Migliorata la gestione dell’indicazione della sequenza di un titolo facente parte di una serie.
Apple ha introdotto il nuovo parametro Store Display Number.
Con questo parametro posso etichettare e nominare il volume all’interno di una serie, indipendentemente da qualsiasi numero o espressione avessi usato in fase di upload.

Caricamento screenshots
È ora possibile trascinare screenshot multipli con un semplice drag n’drop anziché caricarli uno alla volta.

Specificare se il titolo è multi-touch.
È possibile specificare se il titolo che stiamo caricando sia o meno un libro multi-touch.
Questi ultimi sono progettati esplicitamente per iPad e non per iPhone o iPod touch. L’utilizzo di questo parametro salvaguarda gli utenti possessori di questi dispositivi da download di materiale che non potrebbero utilizzare.
Il parametro è disponibile solo per titoli nuovi e non per quelli precedentemente già caricati.


Skipcoder: una soluzione completa per pubblicazioni digitali

Desidero oggi condividere con voi un interessante articolo: la presentazione di Skipcoder, soluzione completa per la realizzazione di pubblicazioni digitali a partire dalle fasi iniziali sino alla distribuzione finale del prodotto. Attualmente in fase Beta sarà disponibile al pubblico nel corso del primo semestre del 2013.

Ce ne parla Paolo Albert (*) uno dei suoi ideatori, che ci racconta la genesi e lo sviluppo di un progetto di cui sentiremo sicuramente parlare.

SkipCoder il logo

Perché Skipcoder?

Volevamo realizzare un libro per bambini. Lo volevamo fare animato, interattivo, multimediale. E volevamo che si potesse leggere e sfogliare su qualsiasi dispositivo elettronico, in qualsiasi lingua. Avevamo gli autori, la storia, i disegni, le voci, la musica. C’era l’idea – ce n’erano tante – ma ci mancava il programmatore.  Sì perché, per creare un applicazione, fino al 2011, era necessario programmare in codice nativo. Ovvero trasferire nelle mani di un tecnico (non di un illustratore, non di un grafico) la responsabilità di impaginare, animare, montare e confezionare l’opera. Questo non ci andava bene: volevamo avere un controllo maggiore, superare l’ostacolo del codice, oltrepassare l’aspetto tecnico e costruirci le app da noi. In autonomia.

Skipcoder è nato così, dall’esigenza di realizzare qualcosa per far giocare i nostri figli ed educarli attraverso la tecnologia. E dalla necessità di intervenire direttamente sulla nascita dell’opera digitale.

L’editoria e il futuro

Subito ci rendiamo conto che, intorno a noi, il mondo editoriale sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Si tratta di una rivoluzione digitale: il libro come l’abbiamo conosciuto fino a oggi non sarà più lo stesso. A fianco della carta si sta aprendo un mondo fatto di pixel, di inchiostro elettronico, di schermi in retina, di interazioni, di ebook reader e di tablet di ogni forma, prezzo e dimensione. Insomma, il caos. E l’editore tradizionale, cioè chi ha il potere di distribuire la nostra opera, non sa più che pesci prendere, circondato dai nuovi protagonisti dell’editoria digitale – Amazon, Apple – che sono anche produttori dei dispositivi su cui si legge il nuovo libro.

Come si realizza un nuovo prodotto digitale? Di quali professionalità ho bisogno? Perché devo passare da uno sviluppatore per confezionare la mia app interattiva o il mio ebook? In quale formato lo distribuisco e attraverso quali canali? Domande, queste, che non hanno avuto interamente una risposta, perché l’editoria digitale sta cambiando, tutto si muove in gran fretta.

Skipcoder prende vita da un’idea piccola – un libro per bambini – ma diventa il mezzo per rispondere a problemi più grandi: uno strumento di authoring per il mondo editoriale, un software desktop a disposizione di autori ed editori per creare e pubblicare libri digitali multipiattaforma e multilingua, superando il dilemma del formato e della distribuzione.

Con un solo programma impagino, creo le animazioni, confeziono il libro scegliendo il formato tra quelli disponibili sul mercato.

SkipCoder screen1

Cos’è e come funziona

La genesi di Skipcoder parte dallo studio del processo di creazione: la prima release si presentava come un plug-in di Adobe InDesign, il software di impaginazione più utilizzato al mondo. Utilizzando un’interfaccia universalmente conosciuta, il grafico poteva creare tavola per tavola, importando le immagini, l’audio e i suoni e integrandoli tra loro per creare animazioni grazie a set predefiniti che sfruttavano le possibilità tecniche del dispositivo: drag, touch, pinch e così via.

La seconda release di Skipcoder si emancipa da InDesign e vive da sola. Le funzioni del programma sono molteplici:

  • stabilire le caratteristiche del prodotto digitale (titoli, localizzazioni, menu di navigazione, indice, aiuti ecc)
  • importare i file sorgenti (illustrazioni, disegni, testi) direttamente da InDesign
  • sviluppare le interazioni sugli oggetti (animazioni, movimenti, suoni)
  • simulare il funzionamento durante la realizzazione attraverso un sistema di test
  • predisporre il prodotto finale per la submission ai canali di distribuzione e vendita

SkipCoder screen2

Il processo

Far nascere un libro digitale interattivo non è semplice. Le figure professionali coinvolte sono diverse, devono interagire tra loro e partecipare al processo di ideazione e verifica.

Tutto nasce da un concetto che diventa storyboard. Autore e illustratore agiscono in sinergia per creare la storia, visualizzarla e dotarla delle animazioni. Lo storyboard è legge: attraverso il documento che descrive le interazioni tra gli elementi, il grafico gestisce le immagini e i suoni e attraverso Skipcoder monta tavola per tavola. Alla prima versione del libro ne succedono altre, controllate dagli autori, attraverso gli strumenti di simulazione forniti dai diversi dispositivi. L’autore può così installarsi la versione provvisoria dell’app o dell’ebook per verificarne il funzionamento, e passare al grafico le modifiche. Parallelamente, i traduttori procedono a fornire la versioni in lingua, la cui integrazione è un’altra feature della piattaforma. Al termine del processo – sempre coordinato da un project manager che gestisce le risorse, i file sorgenti, le scadenze e garantisce il rispetto delle procedure condivise – il nostro libro digitale è pronto.

La nascita

Il processo di lavorazione è concluso. Il libro digitale è pronto nella sua forma grezza. L’ultimo passo è quello della finalizzazione: si sceglie il formato, a seconda del dispositivo che si vuole utilizzare, e si “chiude” il file.

Skipcoder non solo oltrepassa il codice: tra le sue innovazioni c’è anche la possibilità di salvare il libro digitale in qualsiasi formato disponibile per qualsiasi sistema operativo. Android, iOS, Windows, ePub, applicazioni. Basta scegliere.

Fatta la scelta e definite le lingue disponibili, l’editore o chi per lui può effettuare la submission sui canali di vendita e di distribuzione utilizzati dal formato e dal dispositivo scelto.

SkipCoder screen2

La distribuzione

La nostra idea non si esaurisce con l’impacchettamento di un prodotto digitale. Non vogliamo che sia il libro nel cassetto: vogliamo farlo conoscere, distribuirlo, farlo recensire, sapere cosa ne pensano i lettori.

Skipcoder sarà a disposizione di chiunque abbia voglia di provarci. Non ci sono costi per l’utilizzo del software: una volta creata l’app o l’ebook, si acquista una licenza di distribuzione che permette di distribuire il prodotto in rete. Che venga scaricato da 10 o da 1000 persone nulla cambia, la licenza ha sempre lo stesso prezzo.

Con Skipcoder paghi quando pubblichi, quello che pubblichi.

📝

(*) Paolo Albert è fondatore e amministratore di Conversa – agenzia IT nata a Torino nel 2001 – e tra gli ideatori del progetto Skipcoder. Scrive codice per ambienti web-based e per dispositivi mobili. Ha studiato Scienze Politiche e ha un Master in Political Theory alla London School of Economics di Londra. La sua formazione tecnica proviene dal campo e dal continuo aggiornamento e ricerca.

info@skipcoder.com

www.skipcoder.com


Editoria Digitale: si muove finalmente qualcosa (di serio). Intervista agli ideatori di Smuuks

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Diciamocelo francamente: l’editoria digitale è oggi in pieno tumulto.
Nuove soluzioni vengono proposte quotidianamente. Nascono come funghi nuove piattaforme che promettono miracoli.
Vengono sbandierati in modo selvaggio prezzi e prestazioni (giusto per stare al passo con l’agguerrita offerta proveniente dall’India !?!).
Ma raschiando, e neanche tanto, in profondità ci si accorge che ‘la polpa’ è veramente poca e che in realtà in tanti si sono buttati all’arrembaggio senza grande cognizione di causa, solo perché sorretti dal miraggio di questo ‘nuovo mercato miracoloso’.
È raro quindi incontrare nuove realtà che si presentano con idee innovative e che, forti di una grande preparazione tecnica, sono capaci perfino di generare impresa.

Questa è stata la piacevole sorpresa che ho ricevuto incontrando Edoardo Ferrini e Alberto Pettarin, i fondatori di Smuuks.

Condivido in questo post il dialogo avuto con loro.
Seguiamoli con attenzione perché hanno parecchio da dire e fanno terribilmente sul serio.

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Qual è il modo migliore per descrivere Smuuks?

Siamo tipografi digitali a cui piace esplorare con metodo rigoroso le potenzialità offerte dai libri elettronici. Il nostro obiettivo consiste nell’ottimizzazione dell’esperienza di fruizione dei contenuti da parte del Lettore.

Come è nata l’idea di Smuuks? 

L’idea di fondare Smuuks è nata a Giugno 2012. Quando siamo entrati in contatto, abbiamo avvertito l’opportunità di costituire una squadra di lavoro per condividere le rispettive competenze. Abbiamo fondato Smuuks perché pensiamo di poter contribuire concretamente alla crescita del settore editoriale digitale italiano, soprattutto dal punto di vista tecnico. Questo proposito nasce anche dall’osservazione del deludente stato attuale degli eBook in Italia: le eccezioni, purtroppo, si contano sulle dita di una mano.

L’offerta di servizi avanzati per l’editoria digitale è oggi sempre più ampia. Perché dovrei preferire Smuuks? Quali sono i suoi punti di forza?

Smuuks vuole differenziarsi da analoghi servizi per l’editoria digitale principalmente per due aspetti. Innazitutto, avendo la qualità del “eBook finito” come obiettivo principale. Prima che addetti ai lavori, siamo noi stessi lettori e abbiamo più volte sperimentato la frustrazione di veder mortificata l’opera di un autore che amiamo da una scadente edizione digitale. Il nostro primo obiettivo è far sì che i Lettori dei nostri eBook non provino mai questa spiacevole esperienza, ma anzi apprezzino il “valore aggiunto” dato dall’edizione elettronica. Già questo concetto, che a noi pare naturale, sembra essere alieno a molti “produttori” di eBook che operano in Italia. In secondo luogo, siamo sperimentatori. Ci piace pensarci come “artigiani del libro digitale”. Usiamo il termine “artigiano” non nell’accezione di “amatoriale, dilettantistico” ma per sottolineare la volontà di sfruttare le nostre competenze tecniche per rendere il più efficiente e personale possibile il canale di comunicazione tra Autore e Lettore costuito dall’opera elettronica. Le nostre scelte tecniche e tipografiche non sono casuali, ma emergono da uno studio scientifico: dall’osservazione delle effettive modalità di fruizione degli eBook da parte dei Lettori, dalla conoscenza e dall’esplorazione delle possibilità tecniche dei vari dispositivi di lettura e dei vari formati.

Il settore editoriale digitale di questi tempi è un fiume in piena, ma offerta ampia non implica automaticamente alta qualità: tutti parlano di ePub, ma pochi probabilmente ci capiscono a fondo. Cosa, secondo voi potrebbe fare emergere realtà innovative, stimolare nuove idee e lanciare nuova impresa?

Hai colto nel segno: come dicevamo prima, abbiamo deciso di fondare Smuuks anche considerando il deludente panorama editoriale digitale italiano. Noi non tolleriamo che siano messi in commercio eBook non validati, eBook il cui testo contiene evidenti e numerosi errori da OCR, eBook illegibili su tablet o eReader per via dei fogli di stile pachidermici, eBook senza metadati, e via dicendo. Pensiamo che gran parte di questi problemi derivi da poca competenza/professionalità dei soggetti che quegli eBook li hanno prodotti, ma parte della colpa ricande anche sugli Editori che quegli eBook li pubblicano (forse per cercare di massimizzare il profitto immediato, a scapito del Lettore e della loro stessa reputazione?).

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Non è un caso che siano sorte associazioni come l’eBook Club Italia con il dichiarato intento di spronare gli Editori a pubblicare libri digitali di qualità e a sensibilizzare gli Autori sul tema. Inutile aggiungere che Smuuks rifiuta logiche commerciali “a breve orizzonte temporale”, e crede che, passata questa prima fase di fermento, soltanto chi saprà realizzare opere tecnicamente eccellenti sarà in grado di sopravvivere.

Come giustamente sottolineavi, da queste problematiche nascono però molte possibilità. Innanzitutto, c’è lo spazio per gli Autori-Sperimentatori di nuove espressioni digitali, che hanno a disposizione un nuovo mezzo di comunicazione (il “libro digitale”), terreno essenzialmente vergine. A nostro avviso, i creatori di contenuti non hanno ancora esplorato fino in fondo e in maniera originale le funzionalità offerte da questo nuovo mezzo rispetto alle edizioni cartacee. Esiste poi l’opportunità per la nascita di nuovi soggetti imprenditoriali (come Smuuks) che aiutino, tramite il loro supporto tecnico, gli Autori ad esprimersi secondo questo nuovo “codice linguistico” e gli Editori a “traghettare” i loro cataloghi pregressi e a “ottimizzare” i nuovi titoli. Infine, ma non meno importanti, sono le opportunità date dall’editoria elettronica di qualità in campo scolastico e sulla società in generale — ma di questo punto, per noi importantissimo, parleremo dettagliatamente più avanti.

Uno dei fiori all’occhiello dichiarati di Smuuks è la competenza tecnica, garanzia di alta qualità negli eBooks. Allora, giusto per stuzzicarvi un pò, vi chiedo: se stiamo parlando di standard, che senso ha parlare di alta qualità? Nello standard non dovrebbe essere per definizione tutto di alta qualità?

Il rispetto degli standard è una pratica professionale non solo importante ma ormai necessaria, anche solo per mere questioni economiche e di immagine, senza scomodare l’etica professionale. Se l’eBook non è conforme, c’è il rischio che non sia fruibile da chi l’ha acquistato: costui non ha giustamente il diritto di ritenersi truffato? E di provare sfiducia verso il Distributore, l’Editore, o, peggio, l’Autore? O, ancor peggio, verso la lettura digitale? Purtroppo sul mercato italiano sono stati e sono ancor oggi messi in commercio titoli che non garantiscono nemmeno questo livello qualitativo minimo.

Fatta questa premessa, il rispetto degli standard non implica automaticamente “alta qualità”. Con una battuta potremmo dire che parlare la stessa lingua è solo un prerequisito per comunicare efficientemente ed efficacemente: rispettare uno standard di formato significa rispettarne la grammatica e la sintassi, ma non vuol automaticamente dire saperne sfruttare le peculiarità.

Ad esempio, lo standard EPUB prevede la possibilità di inserire metadati negli eBook, ma pochissimi eBook in commercio sono dotati di metadati non “obbligatori” (titolo, autore, lingua). Editori, sveglia! Se volete vendere i vostri eBook, devono essere “ricercabili”. E come fanno ad esserlo, senza metadati? Le ricerche full text non fanno miracoli, soprattuto in termini di qualità dei risultati!

Ancora: sono veramente pochi gli eBook pensati per essere realmente letti in maniera funzionale. Non è un caso che la maggior parte degli eBook in circolazione siano opere letterarie (soprattutto narrativa), proprio perché non richiedono particolari accorgimenti funzionali, visto che la loro lettura è essenzialmente lineare (dall’inizio alla fine). Ma per altri generi, ad esempio la saggistica o la manualistica, le cose cambiano:  note a piè di pagina del cartaceo spesso rese negli eBook con dei link in apice che puntano ad una pagina separata. Spesso in questa pagina non c’è il link per tornare al passaggio appropriato del testo principale. Questo non è un grosso problema se leggo l’eBook sul PC, dove tutti i programmi di lettura hanno la funzione “Indietro”; viceversa, molti eReader, specie i più economici o i più datati, non hanno un tasto fisico o una funzione software per tornare al passaggio precedente. Volendo raffinare ulteriormente l’esempio, Smuuks sceglie per le note lo stile “[1]” con altezza pari al corpo del testo, anziché in apice, perché così i link risultano più facili da “premere” sugli schermi sensibili al tocco.

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Per “provare con mano”, invitiamo i Lettori a scaricare gratuitamente l’EPUB della Divina Commedia col commento di Isidoro Del Lungo e le illustrazioni di Gustave Dorè, da questo URL.

Tra gli obiettivi che elencate leggo: “conformità degli eBook agli standard e compatibilità con gli eReader sul mercato.” Visto lo stato dell’arte, le due affermazioni paiono un po’ in contraddizione. Come vedete gli sviluppi futuri? Stiamo realmente andando verso uno standard diffuso o continueremo a produrre a slalom tra le varie marche?

Effettivamente il tasto è dolente e i problemi, che gli addetti ai lavori conoscono fin troppo bene, nascono ovviamente dagli enormi interessi economici in gioco, che fanno sì che Amazon-Kindle usi un suo formato proprietario, Apple-iBooks pure, Adobe venda il suo macchinoso DRM un po’ a tutti gli altri, ma poi i diversi produttori di eReader implementino le proprie aggiunte proprietarie ad ADE, che nemmeno rispetta fino in fondo la specifica EPUB… insomma, stiamo vivendo un’altra “browser war”. La nostra speranza è che, così come iTunes ha eliminato il DRM dalla musica e i maggiori browser ormai supportano gran parte delle specifiche W3C in maniera omogenea, anche nel mondo degli eBook si arriverà a convergenza attorno ad un formato aperto, possibilmente tecnicamente migliore di EPUB3.

Ma non vogliamo svicolare dalla domanda. Smuuks predilige formati aperti (e lavora prevalentemente con software libero) e non impone DRM sui propri eBook, sconsigliandone l’adozione ai propri clienti. Per quanto riguarda la compatibilità inter-piattaforma, cerchiamo di produrre i nostri eBook scrivendo codice il più possibile essenziale e ordinato, usando costrutti supportati dal maggior numero di piattaforme, e riducendo al minimo l’uso degli stili. Facciamo anche ampio uso di fallback, proprio per minimizzare la perdita di qualità nella fruizione, nel caso un particolare artificio tecnico non possa essere reso appieno nell’ambiente di fruizione del Lettore. La nostra piattaforma di authoring, che abbiamo chiamato “raymond” in onore di Queneau, consente di personalizzare in maniera flessibile ed efficiente ogni singolo progetto, producendo eBook ottimizzati per dispositivi diversi. Infine, testiamo ogni formato di un eBook su uno o più eReader/tablet e software di lettura, per assicurarci che effettivamente siano resi come li abbiamo immaginati.

Chi è l’interlocutore di Smuuks oggi? E domani? dove vuole arrivare Smuuks?

La nostra attività mira ad offrire la miglior esperienza di lettura possibile al Lettore. Chiaramente dal punto di vista operativo offriamo i nostri servizi soprattutto ad Editori o altri Addetti ai Lavori dell’ecosistema editoriale, o agli Autori che desiderino autopubblicarsi, ma non scendiamo a compromessi in quanto a qualità del libro digitale finito, perché è il Lettore il nostro principale stakeholder. Per il momento abbiamo in cantiere un paio di progetti nell’ambito dell’autoistruzione musicale e alcune edizioni di critica letteraria, ma siamo assolutamente aperti a discutere progetti interessanti (secondo quanto detto sopra), a prescindere dalla loro natura editoriale, con chiunque voglia lavorare con noi. Quanto ad obiettivi a lungo termine, vorremmo riuscire ad imprimere una svolta radicale (verso la qualità e la competenza tecnica) all’intero mercato italiano, esplorando nuove strade tecnologiche e dialogando con gli altri attori interessati, sia economici sia accademici, culturali o sociali.

A proposito del titolo che avete scelto: Smuuks: smarter books (for a better society): il concetto sotteso è bellissimo, ma ci credete davvero? Secondo voi oggi, quanto vale ancora il legame diretto tra libri e società?

Crediamo ad ogni singola parola e ogni singola parola ha per noi un significato ben preciso. Innanzitutto parliamo di “books” e non di “eBooks”: la tecnologia è un mezzo, non un fine, e ha successo quando diventa ubiqua e permea la quotidianità delle persone senza che si noti. “Smarter” perché non basta prendere un testo e “convertirlo” dal cartaceo al digitale: sarebbe un peccato (se non addirittura controproducente) non sfruttare le peculiarità dei libri digitali. Infine, siamo convinti che il libro, inteso come unità di informazione organica e sufficientemente auto-sufficiente, manterrà certe caratteristiche che sono inevitabile conseguenza della fisiologia umana. Altre si evolveranno, così come si sta evolvendo quest’ultima sotto lo stimolo delle diverse tecnologie. I primi studi scientifici evidenziano come la lettura digitale possa essere più efficiente, nell’ambito dell’apprendimento superiore, rispetto alla lettura tradizionale. Ricerche di mercato hanno evidenziato come i Lettori digitali leggano più libri rispetto a prima dell’acquisto del proprio eReader e come gli eBook consentano di avvicinare gruppi di persone altrimenti difficilmente interessabili alla lettura.

Vediamo grandi opportunità di disseminazione della cultura: basti pensare alla maggiore accessibilità degli eBook (fatti bene) rispetto alle edizioni cartacee. La persona con difetti di vista non dovrà più scegliere cosa leggere in base al corpo del carattere di stampa, perché potrà sceglierlo in base alle proprie esigenze direttamente sul proprio lettore digitale. Allo stesso modo, chi soffre di dislessia può usare un carattere appositamente studiato. I non vedenti, potranno usare il TTS per fruire dell’eBook o di un convertitore Braille per “leggerlo tattilmente”. Qualcuno dirà: “tutte queste tecnologie ci sono già da anni”. è vero, ma ora sono finalmente adottabili da chiunque, sia consumatori sia produttori, in termini economicamente vantaggiosi, su larga scala e in mobilità.

Infine, permettici di sottolineare come queste tematiche costituiscano una perfetta testa di ponte per parlare di software libero, formati aperti, libertà digitali, digital citizenship, tutti temi a noi cari.

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Come non Detto.

Molto volentieri ospito oggi un guest post di lusso.

Marco Cetera (*) ci parla in modo affascinante del suo Come Non Detto. Un’opera ardita, a cavallo tra carta e digitale nella quale la vicenda del protagonista si snocciola in versi che sono in realtà parole o frasi di Altri.

Non aggiungo altro. Lascio che vi spieghi tutto lui per non guastare nulla.

Leggete perché merita veramente.

Screen Shot

Lui: «C’avevo pensato anch’io.»

Io: «Come non detto».

di Marco Cetera

Versi che nascondono un archivio.

Screen ShotÈ da un po’ che si sente parlare di Clockss –Controlled Lots of Copies Keep Stuff Safe-, l’archivio elettronico internazionale nato per garantire la conservazione e la protezione delle pubblicazioni accademiche web-based. A mio avviso, uno degli aspetti più interessanti di Clockss è che si tratta di un prototipo di “dark archive”. Cioè un archivio nascosto, da usare nei momenti di emergenza. Ad esempio, l’uscita dal mercato di un editore, o il guasto tecnico di un server ma anche un evento catastrofico tipo tsunami. Insomma, qualsiasi evento capace di produrre danni irreversibili ai testi elettronici.

Ecco, nel suo piccolo, anche “Come non detto” può essere considerato un archivio nascosto da usare in caso di emergenza.

Come dichiara il sottotitolo, “Come non detto” è un “poema musivo ipertestuale”. Musivo, perché l’opera è composta dall’assemblaggio lineare di 2000 citazioni-tessere di altrettanti autori. Ipertestuale, perché a ognuna delle 2000 citazioni corrisponde un link che consente al lettore del sito di conoscere immediatamente la fonte bibliografica e di leggere la biografia dell’autore a cui quella frase (o parola) appartiene. I rinvii a Wikipedia (riordinati in ordine alfabetico  e tematico nelle rispettive pagine dell’indice) consentono di comporre la basilare costellazione di un sapere che spazia dalla letteratura alla fisica teorica, dai fumetti alla filosofia. Un’operazione che potrebbe essere definita di “enciclopedismo digitale”.

In questo modo, “Come non detto” ricrea in maniera “nascosta” la mappa di un archivio virtuale del sapere. Una mappa nata dall’esigenza – lo ammetto: un’esigenza molto personale – di far fronte alla mastodontica forza centrifuga di dissipazione culturale che agisce nella rete. Una piccola bussola, a disposizione di tutti, che galleggia sul mare magnum digitale.

La digitalizzazione è un fenomeno irreversibile.

Tuttavia, non sarebbe del tutto corretto considerare “Come non detto” esclusivamente come un’opera digitale. La sua natura “musiva”, infatti, è strettamente legata al mondo dei libri di carta. Non a caso i testi citati sono tutti tratti da volumi cartacei. Solo in un secondo momento sono stati trascritti su un supporto digitale e collegati in una rete ipertestuale. Si tratta di un “poema ibrido”, in grado di rappresentare emblematicamente la fase di “passaggio” che stiamo vivendo: la digitalizzazione del sapere.

Passaggio, appunto. Perché tra libro di carta e ebook non vedo alcuna frattura, ma solo continuità. La contrapposizione – totalmente inventata dai media – non nasce da finalità culturali, ma tutt’al più economiche. Forse l’editoria tradizionale ha paura. L’ostracismo e la diffidenza nascono soprattutto perché le case editrici sono ancora impreparate e temono, con ciò, di perdere opportunità economiche a vantaggio di case editrici digitali tecnologicamente più aggressive e competenti.

Una parentesi: il selfpublishing.

(Nella maggior parte dei casi, tutti gli argomenti usati contro il digitale sono paradossali e pretestuosi. Il selfpublishing, per esempio. O quella che in italiano si chiama “autoedizione”. Be’, è un fenomeno che esiste da quando esiste la stampa. Nel 1892, Italo Svevo pubblicò a proprie spese il suo primo romanzo, “Una vita”. Lo stesso vale per Nietzsche, il quale pubblicò a proprie spese alcune delle sue opere più belle: “La gaia scienza”, “Così parlò Zarathustra”, “Aldilà del bene e del male” e “Genealogia della morale”. E gli esempi, ovviamente, potrebbero continuare… A ciò si aggiunga un dato molto semplice [fonte]: le opere autopubblicate in formato cartaceo disponibili nel nostro Paese sono circa 38-40 mila, mentre gli ebook sono circa 6.500 (comprese le versioni pdf del libro cartaceo).

Il selfpublishing, insomma, non è un meccanismo congenito all’editoria digitale, ma fa parte del mondo librario tout court. Senza considerare che molti dei blog online da cui si levano gli strali contro il selfpublishing sono a loro volta selfpublished. Cos’altro è un blog se non una rivista che si autopubblica in rete?)

La tragicommedia della ripetizione.

In ogni caso, il mio obiettivo non era pubblicare, ma raccontare una storia.

Torniamo a “Come non detto” e alla sua trama.

Più o meno consapevolmente, Lui (pro-nome proprio del protagonista) si è macchiato di una grave colpa: l’elaborazione di un Nuovo Linguaggio.

Per questo, dopo un rocambolesco inseguimento, viene arrestato da due sbirri in borghese che lo conducono presso il palazzo del Supremo Consiglio Culturale. Qui, al cospetto del Giudice Supremo, Lui deve dimostrare la Novità della sua invenzione. Ma, messo ripetutamente alla prova, non riesce a tirar fuori nulla di davvero originale. «Tutto è stato già detto!»

Per aver tentato di contravvenire alla Prima Norma del Linguaggio Universale stabilita dal Consiglio Supremo («È impossibile dire qualcosa di nuovo»), Lui viene condannato alla deportazione forzata nella Penisola del Luogo Comune.

Fin qui, tutto chiaro, lineare.

La lettura di “Come non detto” si complica solo quando si inizia a considerare che i 2332 versi utilizzati dall’autore – cioè da me – per raccontare la vicenda di Lui sono in realtà parole o frasi di Altri.

L’ingranaggio letterario mette il lettore di fronte a questa paradossale forma di rifrazione: l’autore sembra essere condannato allo stesso destino assegnato al protagonista della storia che sta narrando. Quale destino? L’impossibilità di dire qualcosa che non sia già stata detta prima.

L’autore narra la vicenda di Lui ma, in modo indiretto, sta parlando di sé.

“Come non detto” è una “storia nella storia”, in cui la vicenda raccontata (livello basso) si ripete nell’aspetto fondamentale dell’atto narrativo che la incornicia (livello alto). Un gioco di specchi “mise en abyme” (“collocato nell’abisso”).

A questo punto il problema è: furto o paranoia?

Certo, da un lato l’autore si appropria consapevolmente delle parole Altrui, in un fraudolento processo di es-autor-azione, ma dall’altro, volendo approfondire o sprofondare nel senso del poema, sono proprio queste, le parole, che sembrano anticipare le intenzioni narrative dell’autore.

Guardarsi allo specchio così intensamente da non capire dove sta il riflesso e dove l’originale in carne e ossa: questo è l’effetto che volevo raggiungere.

Marco Cetera

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Come Non Detto può essere letto online oppure scaricato in formato ePub da questa pagina

Marco Cetera

(*) Pugliese, classe 1974. Prima copywriter, poi direttore creativo in alcune importanti agenzie pubblicitarie di Milano. Dal 2010, vive e lavora a Trieste.
Contatti: LinkedIn – Twitter: @ComeNonDetto

OLTRE L’eBOOK Guida definitiva alla Letteratura 2.0

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To Imagine To Create To Learn Inspirational sign in the city of Derry in Northern Ireland – Jan 17, 2012 Nicolas Raymond (aka Somadjinn) – Montreal – Canada

Sonia Lombardo, Blogger e Web editor, gestisce dal 2010 Storiacontinua.com, sito indipendente rivolto al mondo della scrittura e della letteratura online.

Si tratta di uno spazio dedicato ai nuovi generi letterari nati su Internet, ai blog narrativi che stanno ridisegnando l’ordine delle classifiche di vendita, ai progetti di scrittura collettiva.

Il sito è portato avanti grazie ad un prezioso lavoro di raccolta e condivisione di strumenti e informazioni, utili per accompagnare gli autori nella scrittura e nella pubblicazione. Due anni di lavoro costante e capillare i cui frutti sono stati raccolti e organizzati da Sonia (aka Scrid) in un volume pubblicato presso Smashwords e oggi finalmente disponibile al pubblico: OLTRE L’eBOOK. Guida definitiva alla Letteratura 2.0

Copertina OlE

L’opera si snoda su molteplici piani nell’intento di addentrarsi in tutti gli aspetti riscontrabili nella stesura di un libro e offrire quindi all’autore un quadro complessivo con cui poter affrontare il proprio lavoro.

La lettura è sorretta dai racconti di alcuni scrittori digitali che completano la trattazione aggiungendo agli aspetti generali le peculiarità di un’esperienza personale.

La “Guida definitiva alla Letteratura 2.0″ può essere acquistata a partire da questa pagina, ma è possibile riceverla gratuitamente, iscrivendosi alla newsletter di Storiacontinua.com al solo costo di un tweet 🙂.

Formati disponibili: ePub, Mobi e Pdf.

Ne consiglio caldamente la lettura.

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In chiusura, ricordo anche le altre pubblicazioni realizzate da Sonia per Storia Continua:

Self-publishing a confrontoi migliori servizi per scrivere e pubblicare il tuo ebook anche senza editore

Gli errori da evitare quando si scrivemanuale per l’editing dei tuoi romanzi

Scaricabili entrambe, nella versione gratuita, dal canale Scribd di Storia Continua

ePUB3: ci sei veramente o ci fai?

 

Wood - Mn-que - Poland - 24 lug 07

Wood – Mn-que – Poland – 24 lug 07

 

Approfitto di questo articolo di Liz Castro, uscito questa mattina per raccontare alcune mie esperienze e per confermare quello che dico da qualche tempo: ePub3 è maturo e il supporto che i devices delle varie marche gli garantiscono è sempre più confortante.

Il supporto fornito da Readium (sotto Crome), o da Kobo è quasi al massimo se si esclude qualche sbavatura nelle funzionalità più evolute di ePub3. La stragrande maggioranza delle caratteristiche di ePub 3 è correttamente interpretata da iBooks e anche Kobo per iOS nella sua ultimissima versione si comporta bene . Rarissimi problemi si riscontrano nelle conversioni operate da Kindle Previewer verso il formato KF8.

In poche parole: ci siamo

Addirittura la compatibilità tende ad essere retroattiva. Ecco spiegato perché IDPF ha mantenuto il file toc.ncx parallelamente al nuovissimo nav.xhtml. I nuovi lettori non si curano del primo e usano il secondo, ma i vecchi lettori cercano (e trovano) esclusivamente il primo. Ovviamente questa retro-compatibilità ha senso su documenti abbastanza semplici.

Altro dato importante segnalato da Liz e che ho sperimentato anch’io proprio pochi giorni fa con un libro che sto producendo, riguarda il media-overlay, cioè la sovrapposizione/sincronizzazione tra voce narrante e testo scritto di cui avevo parlato in questo post. Fino ad oggi avevo utilizzato questo strumento esclusivamente su iPad usando le specifiche dettate da Apple. Ho preso l’ePub e ho convertito tutte le specifiche di media-overaly secondo il dettame di IDPF (e le differenze non erano di poco conto). Bene: l’ePub ottenuto ha superato ovviamente la fase di convalida con ePubCheck, viene letto benissimo da Readium, ma la cosa interessante è che gira senza problemi anche su iPad.

E non stiamo parlando di funzionalità semplicissime.

Alcuni difetti fastidiosi che ho rilevato, riguardano stranamente certe formattazioni testuali nei CSS che sono diversamente interpretate dai vari sistemi. Dico stranamente perché credo che ormai sulle formattazioni di testo non ci dovrebbe essere più niente da dire. Eppure…
Comunque ci stanno lavorando e in tempo zero arriveranno le soluzioni.

Confermo, da ultimo, la sbavatura in Readium rilevata da Liz sempre sul media-overlay: Readium nella fase di ascolto della voce narrante, non evidenzia le parole in lettura, nonostante il corretto utilizzo dei comandi e della loro sintassi. Anche qui attendiamo sviluppi imminenti.

Cosa ne pensi? Non è tutto oro quello che luccica e c’è ancora strada da fare, ma non pensi che si tratti di una svolta importante?

Quali strumenti per scrittori dell’era digitale?

Storia Continua - Testata

Storia Continua ha pubblicato un mio piccolo contributo su un argomento che ritengo decisivo e sul quale varrebbe la pena dibattere un po’ almeno tra di noi: come cambia il mestiere di scrivere con i nuovi strumenti offerti dall’editoria digitale.

Questo il link della pagina. Vi aspetto lì per ulteriori commenti.


IDPF cerca possibili sistemi di protezione?

No entrance - by Mattox's - October 2009

No entrance – by Mattox’s – October 2009

Detta come da titolo potrebbe preoccupare e molto. In realtà, dalle prime info che si hanno, la questione è leggermente diversa.

Si tratta di una bozza di un nuovo documento che vuole trattare impieghi e requisiti per una eventuale tecnologia di protezione definita ‘leggera’.

Cosa voglia dire ‘leggera’ è presto per dirlo. A leggere pare si tratti di una soluzione a metà strada tra il DRM totale e ‘la libertà’.

Ma il documento vuole essere prima di tutto un sondaggio per capire cosa ne pensano gli interlocutori, e anche quanto questi ultimi ritengano prioritario questo argomento rispetto ad altri già esistenti.

IDPF non ha preso nessun impegno e non sa se questa cosa verrà realizzata. Diciamo che ha buttato giù l’esca per vedere cosa succede…

Le argomentazioni di partenza di IDPF sono condivisibili:

i DRM imposti dai principali editori per impedire la copia oppure dai produttori di devices per vincolare al loro marchio, hanno di fatto frammentato il mercato degli eBooks. Nonostante  non sia assolutamente chiaro e quantificabile se il DRM prevenga o meno la pirateria. (Personalmente sono convinto di no!)

Quindi, continua il documento, l’adozione di un metodo standard per la protezione dei contenuti che allenti leggermente le maglie del controllo, anche aumentando in certa misura la condivisione, favorirebbe una maggior diffusione dei testi digitali opponendosi di fatto alla frammentazione di cui sopra.

Prima di alzare barricate, non dimentichiamo che la protezione non riguarda sempre e solo l’impedimento alla copia/distribuzione, ma in certi casi può riguardare anche la tutela dei dati personali dell’acquirente. E soprattutto informiamoci obiettivamente e seguiamo gli sviluppi.

Vedremo…

Commenti da parte tua?


Si può rivoluzionare il modello editoriale senza danneggiare nessuno?

Balance 2_reloaded_by Armin Hanisch

Sembra di si leggendo questa esperienza descritta da Nik Osborne responsabile del programma sui libri di testo digitali in corso presso l’Università dell’Indiana e fautore della rivoluzione digitale iniziata in quell’università già a partire dal 2009.

Il modello è molto semplice:
L’istituzione negozia con gli editori l’edizione digitale di un’opera e tratta per un fortissimo sconto rispetto al prezzo di copertina.
In cambio l’Università garantisce che ogni studente acquisterà quel libro. Ciascun acquisto sarà addebitato allo studente come tassa universitaria e spalmato nel tempo.
Il fatto determinante e innovativo, continua Nik, non sta nell’aver dato il via ad un nuovo business, quanto piuttosto nell’aver creato un diverso modello in grado di tener conto di tutti i fattori in gioco: editori, autori e studenti.

Le argomentazioni di Nik proseguono con l’analisi di questo circolo vizioso:

  • Gli studenti hanno bisogno di prezzi più bassi possibile;
  • Gli autori hanno bisogno di vendite ‘rapide’. Infatti i libri nel giro di un anno passano al mercato dell’usato. e addio guadagno;
  • Gli editori devono combattere la pirateria, mercato molto ‘sano e fiorente’;
  • Una parte sempre più grande di studenti non acquista più i libri di testo;
  • Gli editori vedendo il calo delle vendite, sono costretti ad aumentare i prezzi per pagare gli autori e realizzare guadagno.

Finora, in questo circolo vizioso, l’unica cosa che siamo riusciti a fare è stato alzare i prezzi. 😦
Avevamo l’esigenza di risolvere tutti questi problemi in un colpo solo.

Ed ecco l’idea:
L’editore deve impegnarsi ad abbassare drasticamente il prezzo. Noi ci impegnano a garantire che ogni studente acquisterà il libro. Ma permettiamo anche allo studente di ‘spalmare’ l’acquisto lungo tutto l’anno di corso come se fosse una tassa scolastica. Inoltre, se distribuiamo il costo per tutta la ‘vita’ del libro (diciamo per esempio tre anni, ‘affittandolo’ quindi a tre studenti diversi) il prezzo si abbatterà ulteriormente.

Gli studenti avranno raggiunto l’obiettivo, ma anche l’editore e l’autore perché avranno guadagnato ogni volta che il libro è stato usato piuttosto che solo per i primi due semestri.

Ci sono sicuramente alcune cose da mettere a punto, ma il progetto sta avendo molti consensi.

Con questo modello se un docente afferma di voler adottare quel titolo, l’editore ha la garanzia che tutti gli studenti di quel corso lo acquisteranno.
E lo acquisteranno utilizzando esclusivamente canali ufficiali.

E il circolo torna ad essere virtuoso:

Gli autori sono invogliati a scrivere, gli editori a pubblicare e gli studenti ad acquistare…

Sembra la lieta fine di una fiaba, in realtà gli spunti sono interessantissimi. L’articolo prosegue ancora a lungo. Ne consiglio assolutamente la lettura.

Questo l’articolo integrale

 

Voi che ne dite?


I libri elettronici sono già obsoleti?

 

Gli e-Book saranno obsoleti entro cinque anni.  Paralizzati da restrizioni territoriali, bloccati dal copyright, non letti per incompatibilità dei devices, penalizzati da formati di file già obsoleti ma contemporaneamente ancora immaturi, presentano uno svantaggio concorrenziale senza speranza rispetto al web e persino nei confronti del molto più umile formato PDF.

Questo il cappello dell’articolo di Jani Patokallio che racconta delle disavventure ‘digitali’ riscontrate nel suoi viaggi da una nazione all’altra. Account diversi da paese a paese (contabilizzazioni impossibili e quindi acquisti negati), formati proprietari, diritti etc etc… Queste motivazioni (non sempre corrette a dire la verità) lo portano a decretare per il formato eBook, una vita brevissima.

Perché?

Perché gli editori insistono nel vendere i libri elettronici esattamente come vendono i libri cartacei e i clienti, paradossalmente, non figurano nell’equazione:

Il digitale permette la duplicazione facile 
Quindi imponiamo i DRM (ma ci siamo dimenticati delle battaglie sulle fotocopie? n.d.r.)

Il digitale elimina i vincoli geografici nella distribuzione.
Quindi imponiamo limiti geografici artificiali per preservare il monopolio territoriale delle case editrici.

Il Web cambia rapidamente e consente all’utente sempre maggior indipendenza e autonomia.
Quindi progettiamo e-reader limitati alla sola lettura di e-book, ‘ancorando’ il lettore ai propri canali distributivi e di acquisto.

I formati digitali sul Web sono molteplici ed evolvono in modo imprevedibile.
Quindi facciamo libri elettronici che assomiglino sempre di più a libri fisici inventando addirittura uno “standard” (ePub) che serva allo ‘scopo’.

Come esempio eclatante dell’immobilismo del software … ePub è un caso istruttivo. L’attuale standard di fatto (ePUB2), è essenzialmente XHTML 1.1, uno standard W3C risalente al 2001, con una spolveratina limitata di CSS2 (del 1998) e con l’aggiunta di ‘accrocchi’ proprietari. Ciò significa la maggior parte dei libri elettronici creati oggi utilizzano una tecnologia obsoleta […] che non permette la creazione di pagine uguali per tutti i dispositivi.

La stessa nuova versione (EPub3) rilasciata alla fine del 2011, motorizzata HTML5 […] non è ancora utilizzata perché non esiste nessun dispositivo sul mercato che la supporti …

La provocazione è forte e assolutamente esagerata, ma tre le righe ci sono molti spunti interessanti e la riflessione è d’obbligo.

Voi cosa ne pensate?

Qui l’articolo originale


Viaggiare in buona compagnia.

Credo si possa fare molto di più, ma la notizia è comunque interessante.

Alcuni convogli ferroviari delle linee Catalane diventano biblio-vagoni. Lo scopo è incentivare la lettura (e non solo ovviamente).

Il meccanismo è abbastanza semplice. Sono esposti al pubblico i poster di una quarantina di titoli. Il passeggero fotografa il codice QR relativo al titolo scelto, scarica (smartphone, tablet o e-reader) il primo capitolo e può così dedicarsi alla lettura durante il viaggio :-).

Library-Train: intern di una vettura

Interno di una delle carrozze dedicate alla lettura. Si intravedono i codici QR per la scelta del libro.

L’operazione, nata da un accordo stipulato tra le Ferrovie Catalane e Random House Mondadori, durerà 2 mesi e verrà replicato tre volte l’anno, fino al 2016.

Terminato questo primo bimestre ‘sperimentale’ presentato ieri (19 Aprile 2012) dal ministero della Cultura nell’ambito del Piano nazionale dedicato alla lettura, altri editori parteciperanno all’iniziativa.

Tra gli autori scelti in questa prima fase:

Albert Espinosa, Umberto Eco, Ken Follett, Juan Marse, Patrick Rothfuss, David Grossman, Ildefonso Falcones, Jorge Luis Borges, Gabriel Garcia Marquez e John le Carré.

Cosa ne pensi?

Al di la dell’evidente manovra commerciale, può essere un’iniziativa utile per invogliare alla lettura?


Dopo 244 anni Enciclopedia Britannica ferma le macchine da stampa

Encyclopaedia Britannica

Ángel Franco/The New York Times A set of the Encyclopaedia Britannica on the shelves of the New York Public Library.

La produzione si limiterà alle sole versioni on-line e ai molti strumenti formativi, che sono già a catalogo, rivolti al mondo scolastico.

È un passaggio obbligato e un riconoscimento del sopravvento del digitale rispetto al cartaceo: “Il digitale ha qualcosa in più, è multimediale è immediato nella consultazione e altrettanto immediato nell’aggiornamento” recita Jorge Cruz, Presidente di Encyclopedia Britannica inc. – Chicago

Altro ‘segnale’ significativo rivolto alla carta stampata.

Fonte


MediaLibraryOnLine: un decisivo balzo in avanti.

The MLOL logo

MLOL, il primo network italiano di biblioteche pubbliche per la gestione e il prestito di contenuti digitali comincia a presentare numeri significativi. (Ad oggi sono circa 2.300 le biblioteche pubbliche iscritte dalle 10 regioni aderenti alla piattaforma MLOL, per una bacino di oltre 10 milioni di utenti)

La piattaforma, il cui progetto è stato lanciato nel 2009, è un sistema, sorretto da un network nazionale di biblioteche, sistemi bibliotecari e altri enti che collaborano e ne condividono i costi, rivolto alla distribuzione via internet di ogni tipologia di oggetto digitale (audio, video, testi, banche dati a pagamento, testi storici in formato immagine, archivi iconografici, audiolibri, libri digitalizzati, e-learning, live-casting in tempo reale, etc.);

Attraverso MLOL l’utente può prendere a prestito e-book dei principali editori italiani, consultare banche dati, sfogliare enciclopedie, quotidiani o periodici, ascoltare audio musicali; visionare video in streaming; ascoltare e scaricare audiolibri; assistere in live-casting ad eventi organizzati dalle biblioteche o rivederne le registrazioni; consultare manoscritti e testi antichi in formato immagine;  leggere libri digitalizzati attraverso tipologie diverse di e-book reader.

In particolare il prestito degli e-books era, fino ad oggi a scadenza e il meccanismo funzionava in soldoni così:

La biblioteca acquistava un certo numero di licenze che permetteva all’utente accreditato di effettuare un download a tempo e leggere quel libro per 14 giorni sul proprio PC o eventuale e-reader. Scaduti qusti 14 giorni il libro diventava illeggibile.

Era già un bel passo avanti…

Il balzo decisivo è avvenuto in questi giorni grazie all’accordo con BookRepublic.

Il prestito diventa illimitato e senza vincoli sul numero di dispositivi da utilizzare. La virtuosità del prestito è garantita da ‘Social DRM’; un watermark che viaggia assieme al libro con una dotazione di informazioni quali biblioteca di origine, utente, numero di download etc… e che rende possibile il monitoraggio di eventuali usi impropri.

Il gruppo di editori aderenti all’iniziativa è ancora limitato e tra quelli che devono ancora decidere non tutti vorranno abbandonare il DRM classico… Vedremo. La partita si fa sempre più interessante.


Libri di testo: al bivio?

Il periodo di transizione è finito: dal prossimo anno scolastico non saranno più ammessi libri di testo editati nel solo formato cartaceo. È la novità saliente contenuta nella Circolare Ministeriale n. 18/2012 sulle adozioni dei libri di testo.

La rivoluzione digitale nei libri di testo, iniziata con la legge n. 133/2008, va ora a compimento: «A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista», recita l’art. 15; e quindi, «per l’anno scolastico 2012/2013, non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei».

… Tutti i testi in adozione dal 2008/09, nel caso siano in sola forma cartacea, «devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet»; se il testo cartaceo in adozione presenta ora anche la forma scaricabile da internet può essere mantenuto, fermo restando che può anche essere sostituito con un altro, purché ovviamente reperibile in forma mista o completamente digitale. I testi in forma mista già adottati, in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 5 della legge n. 169/2008, «devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale»: cinque anni per la scuola primaria, sei per la secondaria di I e II grado.

leggi il testo della Circolare Ministeriale 18/12


Acquisto di libri nel mercato inglese: switch off da carta a digitale.

Ricevo e condivido i primi dati dell’indagine condotta da BML sulle tendenze all’acquisto di libri da parte dei consumatori britannici.

Questo il link all’articolo originale.

e questo in sintesi il contenuto:

  • Le vendite di eBook sono in aumento, ma il prezzo più basso abbassa il valore complessivo.
  • Nel periodo di osservazione (l’indagine si è svolta in 48 settimane fino a fine novembre 2011) le vendite di libri stampati si sono ridotte del 4% pari ad una perdita del 6% sul valore.
  • A compensare questa perdita, riducendola al 3% complessivo, l’incremento nelle vendite di libri digitali.
  • Si è assistito ad un incremento dei prezzi del formato digitale; nonostante questo aumento il prezzo degli eBook rimane sempre inferiore. Dal grafico di Fig.1, si vede l’evoluzione del prezzo nell’esempio specifico di un libro di narrativa durante il periodo di osservazione,. L’eBook si attesta mediamente sulle 3.39 sterline, mentre cartonati e pocket vanno rispettivamente a 7.08 e 4.96 sterline.

Un dato un po’ a sorpresa (ma non troppo) riguarda l’età del fruitore di digitale (Fig. 2). L’indagine evidenzia infatti che la fascia di età compresa tra i 44 e gli 80 anni acquista digitale molto di più rispetto alle fasce più giovani.

I risultati completi saranno presentati a Londra il 29 Marzo.

E il mercato italiano? Avete dati di riferimento?


IDPF lancia il progetto READIUM

Apple, Adobe e per certi aspetti anche Amazon si stanno da tempo organizzando per spingere il formato ePub verso personalizzazioni vicine ai propri rispettivi sistemi. IDPF decide finalmente di passare al contrattacco presentando il progetto READIUM.

Scopo del progetto non è la creazione di un applicazione o di un nuovo lettore, quanto piuttosto la definizione di un sistema di riferimento Open Source solido ed efficace che messo nelle mani degli sviluppatori possa dare un’accelerata alla diffusione di ePub(3) come standard di sviluppo degli eBook. In tal senso potrebbe anche essere utilizzato come modulo all’interno di altre applicazioni  per garantire standard e compatibilità degli ePub da loro generati. Se le cose staranno veramente così, non servirà più testare un eBook su mille dispositivi diversi…

Tra gli obiettivi principali del progetto

  • Diventare sistema di riferimento e di rendering nelle pubblicazioni ePub3 (e NON un sistema commerciale di lettura)
  • Allineamento costante con lo sviluppo di WebKit
  • Ricerca costante di compatibilità con i sistemi di lettura più diffusi sul mercato ma nel rispetto totale degli standard, rifuggendo quindi da tecnologie proprietarie (Amazon, Apple e Adobe sono avvisate).
  • Mantenimento della stabilità del sistema a valori altissimi
  • Mantenimento di un buon livello nelle prestazioni
  • Sicurezza dei sistemi
  • Portabilità. A garanzia degli standard e dell’universalità, Readium sarà disponibile nel tempo su varie piattaforme, mobili o fisse.
  • Utilizzo di un’interfaccia semplice e chiara per consentire l’accesso a tutti gli utenti con particolare attenzione ai portatori di disabilità.

IDPF prevede una prima release ufficiale entro giugno 2012. Attualmente è disponibile una Beta per Chrome a partire da questo indirizzo


Evento Apple: iBooks2, iBooks Author e iTunes U

Si è concluso da poco l’evento Apple annunciato da tempo e dedicato all’editoria scolastica.

Editori come  Mc Graw Hill, Pearson, Houghton Mifflin Harcourt, giusto per citare i principali, hanno lavorato assieme ad un team di insegnanti e agli sviluppatori Apple  per il lancio di un nuovo prodotto per la creazione di libri digitali: iBooks Author.

A prima vista si tratta di un mix tra Keynote e Pages. Le premesse sono interessanti. Come ci ha abituato Apple si parte da un template e in modo molto semplice a colpi di drag’n drop si inseriscono contributi testuali, audio, video, nonché le modalità di interazione. Il supporto ad HTML5 è garantito e questa è un’ottima premessa per l’interattivà.

La soluzione è completamente gratuita, è già disponibile su Mac App Store e richiede S. O. Lion.

Questi nuovi libri necessitano di una nuova versione di iBooks (la 2.0) che è stata annunciata durante l’evento ed è già disponibile per iPhone e iPad.

Tra le funzionalità di riguardo troviamo una gestione potenziata delle note e delle evidenziature e tutte queste chiavi create dallo studente diventano automaticamente schede per approfondimenti successivi.

Come le versioni precedenti anche la 2.0 è completamente gratuita.

Apple chiude il circolo con la presentazione di una nuova applicazione dedicata ai docenti (iTunes U). Questi ultimi potranno creare lezioni direttamente online e condividerle in streaming o con download diretti.

Anche questa App è già disponibile e gratuita.

 

Immagini raccolte durante la live-session di The Verge