Si può rivoluzionare il modello editoriale senza danneggiare nessuno?


Balance 2_reloaded_by Armin Hanisch

Sembra di si leggendo questa esperienza descritta da Nik Osborne responsabile del programma sui libri di testo digitali in corso presso l’Università dell’Indiana e fautore della rivoluzione digitale iniziata in quell’università già a partire dal 2009.

Il modello è molto semplice:
L’istituzione negozia con gli editori l’edizione digitale di un’opera e tratta per un fortissimo sconto rispetto al prezzo di copertina.
In cambio l’Università garantisce che ogni studente acquisterà quel libro. Ciascun acquisto sarà addebitato allo studente come tassa universitaria e spalmato nel tempo.
Il fatto determinante e innovativo, continua Nik, non sta nell’aver dato il via ad un nuovo business, quanto piuttosto nell’aver creato un diverso modello in grado di tener conto di tutti i fattori in gioco: editori, autori e studenti.

Le argomentazioni di Nik proseguono con l’analisi di questo circolo vizioso:

  • Gli studenti hanno bisogno di prezzi più bassi possibile;
  • Gli autori hanno bisogno di vendite ‘rapide’. Infatti i libri nel giro di un anno passano al mercato dell’usato. e addio guadagno;
  • Gli editori devono combattere la pirateria, mercato molto ‘sano e fiorente’;
  • Una parte sempre più grande di studenti non acquista più i libri di testo;
  • Gli editori vedendo il calo delle vendite, sono costretti ad aumentare i prezzi per pagare gli autori e realizzare guadagno.

Finora, in questo circolo vizioso, l’unica cosa che siamo riusciti a fare è stato alzare i prezzi.😦
Avevamo l’esigenza di risolvere tutti questi problemi in un colpo solo.

Ed ecco l’idea:
L’editore deve impegnarsi ad abbassare drasticamente il prezzo. Noi ci impegnano a garantire che ogni studente acquisterà il libro. Ma permettiamo anche allo studente di ‘spalmare’ l’acquisto lungo tutto l’anno di corso come se fosse una tassa scolastica. Inoltre, se distribuiamo il costo per tutta la ‘vita’ del libro (diciamo per esempio tre anni, ‘affittandolo’ quindi a tre studenti diversi) il prezzo si abbatterà ulteriormente.

Gli studenti avranno raggiunto l’obiettivo, ma anche l’editore e l’autore perché avranno guadagnato ogni volta che il libro è stato usato piuttosto che solo per i primi due semestri.

Ci sono sicuramente alcune cose da mettere a punto, ma il progetto sta avendo molti consensi.

Con questo modello se un docente afferma di voler adottare quel titolo, l’editore ha la garanzia che tutti gli studenti di quel corso lo acquisteranno.
E lo acquisteranno utilizzando esclusivamente canali ufficiali.

E il circolo torna ad essere virtuoso:

Gli autori sono invogliati a scrivere, gli editori a pubblicare e gli studenti ad acquistare…

Sembra la lieta fine di una fiaba, in realtà gli spunti sono interessantissimi. L’articolo prosegue ancora a lungo. Ne consiglio assolutamente la lettura.

Questo l’articolo integrale

 

Voi che ne dite?


4 responses to “Si può rivoluzionare il modello editoriale senza danneggiare nessuno?

  • ebookluke

    L’idea espressa da Nick Osborne vede sempre il libro di testo come prodotto. A mio giudizio, per l’editoria scolastica il libro di testo deve cessare di essere un prodotto e diventare un servizio.
    Lo studente, insieme alle tesse scolastiche, dovrebbe versare una quota per la fruizione dei libri di testo adottati nella classe al quale si iscrive. Tenete presente che ad oggi la percentuale degli studenti che ogni anno acquistano il libro di testo si aggira intorno al 50% (molti si rivolgono all’usato, altri non lo acquistano proprio o fanno fotocopie dai compagni). Questa è una delle principali preoccupazioni degli editori scolastici, i quali, con la mia proposta, si ritroverebbero automaticamente col doppio degli introiti (e quindi potrebbero automaticamente dimezzare i prezzi…)
    Inoltre, con l’obbligatorietà del pagamento del “servizio” libro, la distribuzione dello stesso potrebbe essere libera. Ovvero, l’editore non avrebbe più necessità di “vendere” il “prodotto” libro, ma potrebbe metterlo liberamente scaricabile, e gli studenti potrebbero liberamente passarselo. Tanto la duplicazione del testo non comporterebbe una riduzione degli incassi, determinati solo dal numero di classi che adottano il tale libro di testo.
    Già oggi le case editrici di scolastica si fanno concorrenza sul campo delle adozioni promuovendo il loro prodotti presso gli insegnanti, pertanto questo aspetto non cambierebbe assolutamente. Ciò che cambia è la produzione e la distribuzione che abbatterebbe drasticamente i costi, azzerandosi nel caso della distribuzione, contribuendo così ad un ulteriore abbassamento del prezzo de testo.
    Infine, i testi potrebbero essere continuamente aggiornati e corretti, ed essere disponibili in tempo reale agli studenti che avrebbero sempre un testo aggiornato e di qualità.

    Un’idea semplice che si riassume nella trasformazione dei libri di testo da prodotti a servizi…

  • jeanpaul27

    Ciao Luke e grazie!
    Ma a leggere bene l’articolo di Nik si parla proprio di quello che dici tu. E mi pare sia un’ottima idea. Sentiamoci su questo ok?

  • noa

    In effetti noi adottiamo un sistema molto simile, basato sullo stesso principio, l’unica differenza è che il costo non viene spalmato lungo l’arco dell’anno. Ma è anche vero che si tratta di soli 8 euro…🙂
    Adottando uno o più testi in realtà si adotta l’intero ambiente di apprendimento (DidaSfera) e a quel punto non si paga un testo o due… ma l’accesso a una serie di contenuti (tutti i testi), di strumenti, di servizi. La spesa per le famiglie è estremamente ridotta e la pirateria non è un problema. Ma lasciatemi dire che, secondo me, i vantaggi di una soluzione di questo tipo sono ben altri: interdisciplinarietà continua, navigazione reticolare e semantica, contenuti multimediali, strumenti di condivisione, possibilità di manipolazione dei contenuti…. senza dimenticare l’accessibilità alle tecnologie assistive. Quest’ultima, se non basta il buon senso, è richiesta dalla normativa.

  • jeanpaul27

    Grazie Noa,
    i vantaggi che citi sono importantissimi e fanno parte dell’unico approccio auspicabile. Stenta a decollare perché ancora troppo legato alla sola ‘sensibilità’ del singolo. Sono fermamente convinto che la strada sia però già segnata e che sia quella giusta; quindi andiamo avanti. Nel frattempo verifichiamo di fare il possibile per offrire opportunità di risparmio alle famiglie. Esperienze come quella della tua casa editrice sono testimonianze utilissime.
    Ciao

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