Libri di testo: al bivio?


Il periodo di transizione è finito: dal prossimo anno scolastico non saranno più ammessi libri di testo editati nel solo formato cartaceo. È la novità saliente contenuta nella Circolare Ministeriale n. 18/2012 sulle adozioni dei libri di testo.

La rivoluzione digitale nei libri di testo, iniziata con la legge n. 133/2008, va ora a compimento: «A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista», recita l’art. 15; e quindi, «per l’anno scolastico 2012/2013, non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei».

… Tutti i testi in adozione dal 2008/09, nel caso siano in sola forma cartacea, «devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet»; se il testo cartaceo in adozione presenta ora anche la forma scaricabile da internet può essere mantenuto, fermo restando che può anche essere sostituito con un altro, purché ovviamente reperibile in forma mista o completamente digitale. I testi in forma mista già adottati, in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 5 della legge n. 169/2008, «devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale»: cinque anni per la scuola primaria, sei per la secondaria di I e II grado.

leggi il testo della Circolare Ministeriale 18/12


2 responses to “Libri di testo: al bivio?

  • Teo_

    Si tratta di capire come i requisiti
    “Rendere disponibili i libri di testo on line scaricabili nei formati più diffusi nel mercato. Qualora il libro fosse realizzato in un formato “proprietario”, dovrà essere reso disponibile l’apposito software di consultazione”
    e
    “Garantire massima compatibilità di fruizione con tutti i dispositivi hardware più diffusi“
    saranno recepiti da editori e valutati dai collegi docenti.
    Temo che alla fine avremo i soliti PDF e CD multimediali per una qualche versione di Windows.

    • jeanpaul27

      Si Matteo, il rischio è proprio quello che dici tu. Si tratta di sensibilizzare tutti gli interessati, a piccoli colpi, ma costantemente. La differenza la fanno sempre i singoli ed esempi interessanti, anche se si tratta di poche ‘isole felice’ ce ne sono già. È un lavoro! Un lavoro da fare senza perdere di vista che ‘tema’ di tutto deve essere il contenuto. Per questo è importante cercare uno standard o comunque garantire la fruizione a tutti fornendo strumenti idonei. Siamo molto indietro. Vedremo… anche perché un altro rischio evidente è quello di confondere lo strumento utilizzato con i contenuti che questo veicola. A scuola non si è mai insegnato ‘lavagnologia’. La lavagna era solo lo strumento sulla quale ‘vivevano’ i contenuti. Cambiano i tempi, cambiano gli strumenti e il come, ma la sostanza ….
      Stiamo veramente lavorando per questo? E il nostro muoverci è veramente legato all’interesse di chi studia o parliamo perché siamo editori, piuttosto che tipografi, piuttosto che distributori …
      🙂 grazie per il dialogo, a presto!

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