Fixed layout 2 – Facciamolo dondolare …

ROBERT DOISNEAU - La-dent, Paris 1956

ROBERT DOISNEAU – La-dent, Paris 1956

… proseguo da dove eravamo rimasti.

Ora che l’elemento è nella corretta posizione e isolato dal resto del contesto, possiamo animarlo.

L’idea era quella di mettere in moto la catena in modo che al tocco di un  dito effettuasse una semplice oscillazione.

Separiamo l’argomento in due momenti distinti:  il primo che chiama in causa CSS3 (è l’animazione pura dell’attore) mentre il secondo necessita di qualche riga di codice (javascript) che avvii l’animazione solo al momento del tocco.

1. Animazione

nel post precedente avevamo definito il posizionamento dell’attore-catena tramite qualche riga di CSS:

#i11b {
z-index:1;
top: 681px;
left: 1082px;
position: absolute;
}

Queste espressioni, come sappiamo, si chiamano stili perché ‘spiegano’ con quale ‘stile’ l’oggetto si disporrà sulla scena. Ma, grazie a CSS3, possiamo definire anche il modo con cui si muoverà sulla scena arricchendo lo stile di informazioni dinamiche.

Mi spiego prima con le parole:

voglio che la catena oscilli con una determinata velocità, ruotando di un certo numero di gradi attorno ad un punto ben preciso.

Non vi tedio con la trattazione completa di sintassi e parametri, reperibile ovunque sul web, vi basti sapere che:

la rotazione attorno ad un punto implica (ma è ovvio no?) la definizione di un punto attorno al quale deve svilupparsi la trasformazione:

Qusto punto è detto centro o origine della trasformazione e si esprime in questo modo

-webkit-transform-origin: X% Y%;

dove X% e Y% rappresentano la posizione (valore percentuale) lungo X e lungo Y del centro della trasformazione

riprendiamo la nostra catena e individuiamo visivamente questo centro:

i1112_catenaquotata

Quantificando quello che l’occhio vede (non è indispensabile una precisione assoluta) e ricordando che il sistema di riferimento ha origine in alto a sinistra, possiamo dire che le coordinate del centro della trasformazione sono quelle di un punto che si trova al 50% della dimensione dell’oggetto lungo X e al 3% lungo Y.

l’espressione del centro della trasformazione darà dunque:

-webkit-transform-origin: 50% 3%;

Bene. Ma di quale trasformazione si tratta? Dobbiamo ancora dichiarare che vogliamo che sia una rotazione. Questa la sintassi corretta:

-webkit-transform: rotate(0deg);

Questa riga oltre a definire il tipo di trasformazione ‘fissa’ praticamente la condizione di rotazione dell’oggetto (0 gradi) nel momento in cui la pagina viene caricata. Ragionando in termini temporali, rappresenta l’istante ‘zero’

Supponiamo di volere che la nostra oscillazione completi una fase nel tempo di 3 secondi prima di ricominciare da capo in un ciclo infinito.

Dobbiamo definire  gli  ‘istanti significativi’ che avvengono nell’arco di questi 3 secondi.

Decidiamo che ad un quarto (25%) della durata della trasformazione la nostra catena debba arrivare ad un estremo della rotazione corrispondente a -3 gradi.

Dopo un altro quarto (50%) vogliamo che la catena si rimetta in posizione verticale (0 gradi) per poi raggiungere dopo l’ultimo quarto (75%) la rotazione di 3 gradi.

Etichettiamo l’insieme di queste fasi con un nome per esempio ‘oscillacatena

La sintassi per esprimere le fasi appena viste è la seguente:

@-webkit-keyframes oscillacatena {
25% { -webkit-transform: rotate(-3deg);}
50% { -webkit-transform: rotate(0deg);}
75% { -webkit-transform: rotate(3deg);}
}

Scriviamo la riga che ‘indica’ qual è la trasformazione da eseguire, quali gli istanti significativi e quale il modo con cui la trasformazione deve essere condotta:

-webkit-animation: oscillacatena linear 3s infinite;

leggiamola per chiarezza: la trasformazione deve avvenire in modo lineare secondo gli istanti significativi espressi nelle righe ‘oscillacatena’, deve durare 3 secondi e poi ripartire in un ciclo infinito.

Rimettendo tutto assieme, otteniamo lo stile completo per il nostro attore catena:

#i11b {
z-index:1;
top: 681px;
left: 1082px;
position: absolute;
-webkit-animation: oscillacatena linear 3s infinite;
-webkit-transform-origin: 50% 3%;
-webkit-transform: rotate(0deg); 
}

@-webkit-keyframes oscillacatena {
25% { -webkit-transform: rotate(-3deg);}
50% { -webkit-transform: rotate(0deg);}
75% { -webkit-transform: rotate(3deg);}
}

da questa pagina potete vedere qualche esempio di comportamento al variare di alcuni parametri

Bene. Abbiamo completato un nuovo passo. Adesso il nostro attore è in posizione corretta, su un livello a se stante e in movimento.

Nel prossimo post vedremo come attivare il movimento sl tocco di un dito: l’interattività.


Advercomics! il Fumetto nella Comunicazione Commerciale

La copertina della guida

La copertina della guida

Il lavoro puntuale e dettagliato sugli Advercomics – condiviso nel tempo da DaZa (aka Davide Zamberlan :-) ) sul suo blog è stato curato, ampliato e riorganizzato dall’autore. Ne è nata una preziosa guida per … introdurre e promuovere le potenzialità del Fumetto nella comunicazione commerciale e promozionale, dallo spazio pubblicitario al gadget realizzato appositamente, dalla documentazione tecnica del prodotto alle applicazioni nei nuovi scenari del web 2.0.

Questa la presentazione ufficiale presa dal sito di DaZa:

Il Fumetto, diversamente a quanto si può pensare, è particolarmente adatto a veicolare comunicazioni promozionali. Le qualità intrinseche del connubio parola/disegno e della sequenzialità
temporale – immediatezza, appeal, capacità di raccontare e persuadere – lo rendono uno strumento efficace e versatile.

L’ Advercomic (advertising + comic) è in grado di attirare l’attenzione dei clienti e di raggiungere un ampio pubblico. Attiva un processo comunicativo coinvolgente, veicolando valori e filosofia dell’azienda con simpatia e creatività. Più economico e semplice da realizzare di uno spot o un’animazione, produce le stesse emozioni, racconta storie e può facilmente diventare virale e muoversi su tablet, smartphone, web e di lì tornare su carta. La grande varietà di stili grafici che può abbracciare, inoltre, gli consente di sposare i più diversi contesti.

“Advercomics! Guida al Fumetto nella Comunicazione Commerciale” vuole essere un piccolo manuale per autori, agenzie grafiche e aziende per conoscere e sfruttare le potenzialità di questo mezzo.

Il titolo è disponibile sia in versione PDF che in versione ePub 3.0 nell’edizione curata da ePubPublishing per iPad (o Readium).
Entrambe le versioni sono disponibili al solo costo di un tweet o di un post su FB dai links indicati di seguito.

Specifiche  tecniche
L’ePub è in formato fixed layout.
L’effetto di apertura/chiusura delle tavole illustrate è attenuta tramite CSS3 appoggiato a javascript.
Gli elementi grafici che identificano gli inizi dei vari capitoli e l’indicazione numerica delle didascalie sono espressi esclusivamente tramite SVG.

Questi i link ufficiali:


  • Versione ePub:
  • pay_button2
  • Versione pdf
  • pay_button2
_____

Chiudo con la graditissima dedica ricevuta da DaZa alla chiusura del lavoro.

epubblishing_girl-1


Da piccolo farò lo scienziato …

PLaNCK; il logo della rivista

Raramente ospito sulle mie pagine lanci di esperienze editoriali. Per paradosso (e a maggior ragione), non lo faccio neanche quando intravedo possa trattarsi di un’esperienza interessante, perché credo poco che una buona idea abbia bisogno di spinte volutamente forzate per farsi conoscere. Con tutti i mezzi ‘social’ disponibili oggi, se un’idea è buona prima o poi emerge alla grande da sola.

Ma nel caso di PLaNCK! ho deciso di fare un’eccezione. Per vari motivi:

Perchè si tratta di un progetto unico nel suo genere perlomeno in Italia.

Perchè idealmente ma in modo magistrale, collega il mondo universitario ad una platea giovanissima (9-11 anni). Aprendo infatti le porte dei laboratori e raccontando l’attività scientifica che vi si  svolge  all’interno, tenta di compiere di fatto la ‘terza mission’ dell’Università, cioè la costituzione di un ‘patrimonio sociale’ di conoscenza mediante la condivisione della cultura scientifica.

Per il metodo utilizzato dallo staff che unisce il rigore scientifico al divertimento, avvicinando di fatto i più piccoli non più all’Università come ad un qualcosa di lontano e misterioso, quanto piuttosto ad un luogo accessibile, appassionante e assolutamente ‘reale’.

E infine per la scelta di pubblicare la rivista bifronte in due lingue: utile sia per gli studenti di lingua non italiana, sia per permettere l’ampliamento delle conoscenze tecnico-linguistiche del bambino.

Tutto questo è la rivista PLaNCK! , frutto dell’intuizione di Agnese Sonato e Marta Carli, due dottorande dell’Università di Padova e realizzato da uno staff di una decina di persone col sostegno dei Dipartimenti di Fisica e di Chimica.

Dopo la pubblicazione di un numero pilota (scaricabile gratuitamente da questo pagina), verificato dal vivo con i bambini in classe è prevista per il prossimo gennaio l’uscita del numero uno sul tema La Luce e l’Ottica. Proprio in preparazione all’uscita del numero uno, la redazione ha organizzato un evento parallelo che avrà luogo venerdì 13 dicembre a partire dalle 15:00 presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia.

I dettagli completi direttamente sul sito di PLaNCK!

Suggerisco di seguire il progetto perché merita veramente…

Links e contatti:

Homepage
Abbonamenti 2014
redazione@planck-magazine.it
facebook

Fixed Layout 3 – Tocchi interattivi

ROBERT DOISNEAU - Les tabliers de la rue de Rivoli, Paris, 1978

ROBERT DOISNEAU – Les tabliers de la rue de Rivoli, Paris, 1978

[… continua]

Già, adesso il nostro attore è in movimento, ma noi vogliamo che si muova solo a comando, o meglio ‘a tocco’.

Questo vuol dire innanzitutto che nella condizione iniziale, nel cosiddetto momento ‘0’ il nostro oggetto deve trovarsi fermo.

Per questo scopo introduciamo una nuova istruzione con il compito di definire lo stato dell’animazione.

-webkit-animation-play-state: paused;

Può assumere i valori paused e running ad indicare banalmente se l’animazione è in pausa o attiva:

Ricompletiamo lo stile:

#i11b {
 z-index:1;
 top: 681px;
 left: 1082px;
 position: absolute;
 -webkit-animation: oscillacatena linear 3s infinite;
 -webkit-transform-origin: 50% 3%;
 -webkit-transform: rotate(0deg); 
 -webkit-animation-play-state: paused;
}

@-webkit-keyframes oscillacatena {
 25% { -webkit-transform: rotate(-3deg);}
 50% { -webkit-transform: rotate(0deg);}
 75% { -webkit-transform: rotate(3deg);}
}

Nell’istruzione appena vista, l’animazione pur contenendo tutta la potenzialità dinamica, è di fatto ferma e congelata all’istante ‘0’ in attesa di un nostro intervento.

Esatto; il nostro intervento.

O meglio l’interattività

Perché il nostro ‘dito’ possa interagire con l’attore, bisogna innanzitutto che l’attore stesso sia ‘disposto’ a recepire il nostro tocco e in secondo luogo che all’interno del codice ci sia qualche riga che dia il via alla trasformazione espressa nello stile.

Per il primo punto dobbiamo semplicemente rendere ‘sensibile’ all’input la nostra catena. Uno dei metodi per ottenere questo scopo è modificare la riga di dichiarazione

<img id="i11b” src=“../immagini/img11/i11catena.png"
alt=“la catena si scatena"/>

Trasformandola in sorgente di input:

<input type="image" id="i11b” src="../immagini/img11/i11catena.png"
onclick=“dondola();” alt="la catena si scatena"/>

Le due parti importanti sono sottolineate: quando l’immagine definita con id = “i11b” viene toccata verrà avviata la funzione “dondola()”

Cosa conterrà la funzione dondola()? Ovviamente l’istruzione per fare partire l’animazione “oscillacatena”

La scrivo e poi la spiego:

document.getElementById("i11b”).style.webkitAnimationPlayState = 'running';

Da destra a sinistra diventa abbastanza leggibile: rendiamo attivo lo stato dell’animazione definita nello stile dell’elemento i11b del documento

Praticamente viene espressa una modifica di stile  da paused a running allo stato dell’animazione legata all’oggetto avente id = “i11b”

La riga deve essere inserita all’interno della funzione dondola() secondo la sintassi canonica:

dondola() {
document.getElementById("i11b”).style.webkitAnimationPlayState = 'running';
}

Da questa pagina un esempio. Facendo click sulla catena inizia l’oscillazione.


Streghette Combinaguai – Il promo

Utilizzando ritagli, schizzi e note messi da parte durante la lavorazione della versione ePub di Streghette Combinaguai è nato, quasi senza volerlo,  un simpatico filmato promozionale che condivido con voi.

Il filmato in questi giorni sta facendo da ‘spalla’ ai  lavori che  Elisa ed io abbiamo iscritto al contest Bit Bum Bam.

Fateci un giro e  se siete iscritti a FB, magari ‘schiacciate’ anche un ‘mi piace’ di sostegno. I voti non sono discriminanti per l’esito finale, ma aiutano eccome. Anche perché è possibile votare una volta al giorno,


Fixed layout 1 – Lezioni di geometria …

ROBERT DOISNEAU - L' information scolaire - Paris-1956

ROBERT DOISNEAU – L’ information scolaire – Paris-1956

Come promesso inizio a pubblicare alcuni post sulle tecniche utilizzate in ‘Streghette Combianaguai’

Partirò dal semplice posizionamento di un elemento in una pagina di un Fixed Layout, e in una serie di step in sequenza arriverò, alla sua animazione CSS. L’idea come mio solito non è quella di proporre la soluzione migliore, quanto un metodo soddisfacente per affrontare le varie problematiche. Ricordo che conoscere i procedimenti e i metodi per fare le cose a mano  è la cosa migliore per avere veramente in mano l’argomento. Solo a questo punto ci si può permettere di utilizzare soluzioni automatizzate. Mai il contrario

1) Creazione dell’elemento da animare e posizionamento tramite CSS

Sarebbe un’ottima cosa se il lavoro nascesse con gli attori già impostati e isolati ciascuno sul proprio livello e con le immagini di fondo già in formato viewport, ma questo è possibile solo nell’ipotesi di partire da zero con i disegni e ovviamente presuppone uno studio a priori del formato e di tutte le caratteristiche animate del futuro libro. Ma non sempre si parte da zero.

Nel lavoro delle Streghette ho dovuto effettuare il porting da una versione esistente in PDF (versione piana e statica su carta).

Le esigenze principali erano quelle di uniformare le dimensioni delle immagini di fondo a quelle scelte per la viewport e in seconda istanza di staccare gli attori da tutto il resto e posizionarli su un diverso livello.

Normalizzazione delle dimensioni delle immagini di fondo

Supponiamo di avere stabilito per il nostro Layout una viewport di 1600 x 1200 pixel.

L’immagine di background dovrà avere quelle dimensioni. La prima operazione sarà dunque quella di uniformare il formato dell’immagine alle dimensioni stabilite. Qualche taglio di zone ininfluenti ai bordi (e se occorre anche qualche leggerissimo ridimensionamento non proporzionale) ci portano facilmente alle proporzioni dovute. Salviamo in jpg (senza profili colore).

Isolamento delle parti da rendere attive

Utilizzando un editor di immagini (per gli esempi di questo post utilizzo Graphic Converter della tedesca Lemke Software) si procede selezionando l’area rettangolare che contiene l’oggetto da rendere attivo.

Copiamo e incolliamo su un nuovo livello e uilizzando gli strumenti di ritocco forniti dell’editor, eliminiamo dall’immagine di fondo l’attore ricucendo lo strappo generato sul fondo e dall’area sul nuovo livello la parte di fondo che inevitabilmente ci siamo portati dietro.

BiblioLayers

scomposizione

Operata la pulizia (senza dimenticare eventuali buchi) si seleziona l’attore con un’area rettangolare appena sufficiente per contenerlo tutto e si prende nota delle coordinate della selezione. Se abbiamo lavorato secondo le specifiche di dimensioni di viewport decise per l’epub, queste coordinate sono esattamente quelle da inserire nel CSS come valori di posizionamento del nostro attore.

posizioneCSS

Copia e incolla in un documento nuovo, ecco creato il file che rappresenta il nostro oggetto da rendere animato. Salviamo in png per mantenere la trasparenza prestando attenzione a non incorporare profili che non servono e anzi, aumentano il peso dell’immagine.

Risalviamo in jpeg l’immagine di fondo aggiornata.

Un quadernaccio su cui annotare al volo coordinate, eventuali note, modifiche, cancellazioni, spunti e appunti vari è l’invenzione più utile e da tenere cara per future e molto probabili revisioni.

quadernoappunti

Procedendo così abbiamo ottenuto due immagini: fondo e attore.

Supponendo che vadano entrambi sulla pagina 11 avremo avuto cura di salvarli con nomi appropriati e di dichiararli nel file .opf

Sull’attribuzione dei nomi avevo già scritto qualcosina in questo post ne consiglio una veloce rilettura.

Supponiamo di avere scelto questi nomi:  i11fondo.jpg    e    i11catena.png.

All’interno della struttura dell’epub creiamo una cartella immagini e al suo interno una cartella che chiamiamo per esempio img11 e nella quale depositiamo i due contributi.

Struttura11

Dichiarazione all’interno del file .opf

La dichiarazione è banale. Raccomando di operare una scelta opportuna degli id e di prestare attenzione ad avere ordine nella nomenclatura perché libri di questo tipo si riempiono presto di tantissimi elementi e la pulizia aiuta nella stesura presente e soprattutto nella revisione per future riedizioni.

 <!–images–>

<item id=”i11a” href=“immagini/img11/i11fondo.jpg” media-type=”image/jpeg” />

<item id=“i11b” href=”immagini/img11/i11catena.png” media-type=”image/png” />

Inserimento sulla pagina e posizionamento tramite CSS

Ci siamo. Possiamo inserire l’attore ‘i11catena.png’ sulla pagina.

Non insegno niente a nessuno perché l’inserimento segue le specifiche HTML nude e crude.

<img id=”i11b” src=“../immagini/img11/i11catena.png” alt=“la catena si scatena”/>

Idem per la definizione CSS

#i11b {

z-index:1;

top: 681px;

left: 1082px;

position: absolute;

}

Fatto! Adesso il nostro attore-catena è presente sulla pagina, si trova nella corretta posizione e su un livello a se stante rispetto all’immagine di fondo.

[continua …]


Curiose, dispettose, disubbidienti e indisponenti …

La copertina del libro

Streghette Combinaguai – La cover

ma anche terribilmente simpatiche.

Si sono fatte desiderare ma alla fine eccole qua: Le Streghette Combinaguai.

Il nuovo lavoro di Elisa, nella versione interattiva curata da me è finalmente disponibile su iBookstore.

Quattro piccole streghe pasticcione stanno per mettersi nei guai! Non hanno molta voglia di studiare ma moltissima di combinare disastri. E quando si mettono in testa di cercare nella stanze della scuola di stregoneria il libro con gli incantesimi stregosi incominciano a farne di tutti i colori.

Pur essendo destinato ad un pubblico di giovani lettori, questo libro contiene tutti gli ingredienti utili per chi vuole conoscere tecniche, metodi e regole per la scrittura di un ePub di questo tipo mantenendosi nei binari dello standard 3.0.

Questo il link per scaricare la versione per iPad (assolutamente gratuita).

Available_on_the_iBookstore_Badge_IT_146x40_0824

A breve inizierò a postare una serie di contenuti sulle principali tecniche utilizzate.

A voi commenti, contributi e … condivisione!


iBookstore aggiornamento importante

a stack of books_by antony ruggiero (dreegez)

A stack of books_by antony ruggiero (dreegez)

Con il recentissimo aggiornamento dell’iBooks Asset Guide alla revisione 2 della versione 5.1, Apple ha fatto chiarezza su alcuni punti che potevano essere fraintesi in fase di caricamento delle componenti dell’epub con iTunes Producer e ha introdotto di fatto qualche interessanti novità.

Vediamole punto per punto:

Interattività Javascript.

Come avevo accennato in questo post di lancio, a partire dalla versione 10.9 (Mavericks) del Sistema Operativo OS X, Apple introdurrà l’app iBooks anche su computer. Per chi ‘crea’ epub l’utilizzo di gestori di eventi ‘touch’ non sarà più sufficiente per poter rendere fruibili i propri libri sia in versione ‘mobile’ che in versione ‘desktop’; si dovranno prevedere anche gli eventi legati al mouse. A seconda del ‘device’ su cui il libro si apre verranno ‘ascoltati’ solo gli eventi interessati. In un prossimo post entrerò nel dettaglio tecnico.

Sempre rispetto al’’interattività, ricordo un’attenzione particolare al ‘peso’ degli script. Troppa interattività riduce drasticamente le performances e la fruizione ne risulta danneggiata. Vale sempre il consiglio principe di utilizzare il più possibile animazioni CSS3 e usare il codice Javascript solo per attivarle o temporizzarle.

Aggiornamento della versione di un eBook: un’attenzione particolare.

Apple raccomanda un’attenzione particolare quando si genera e pubblica un aggiornamento di un libro: è importante mantenere gli stessi ‘legami’ tra id  e le relative pagine xhtml utilizzate nella prima versione pubblicata, anche se si aggiungono capitoli o se ne modifica l’ordine sequenziale.

Faccio un esempio perché sembra una cosa ovvia, ma ha creato a molte persone (anche editori importanti) non pochi problemi:

Nelle riga seguente si vede la dichiarazione di una pagina nel file .opf.

<item id=”p02″ href=”pages/p0203.xhtml” media-type=”application/xhtml+xml” />

….

L’id “p02” fa riferimento alle pagine denominate “p0203.xhtml”

Supponiamo che un utente legga proprio  quelle pagine e vi faccia qualche annotazione personale.

Se in una versione successiva, magari un ampliamento del libro con l’aggiunta di capitoli, viene ‘rotto’ questo collegamento tra l’id “p02” e la pagina “p0203.xhtml” il lettore, dopo aver scaricato l’aggiornamento si troverà le proprie annotazioni in un altro capitolo del libro.

Titoli in lingua Giapponese o Cinese per i flowing books (a chiarimento)

Lo scroll del testo in queste due lingue avviene orizzontalmente al contrario di tutte le altre lingue.

Adesso è possibile gestire questa cosa direttamente nel file .opf utilizzando la proprietà “ibooks:scroll-axis” i cui possibili valori sono ‘vertical’, ‘horizontal’ e ‘default’

Utilizzo di fonts in lingua Giapponese (a chiarimento)

Hiragino Kaku ProN

I seguenti 5 fonts sono disponibili al sistema e quindi utilizzabili

  • Hiragino Kaku ProN
  • Hiragino Mincho ProN
  • Hiragino Maru Gothic ProN
  • YuGothic
  • YuMincho

ma mentre i primi due sono pre-caricati (e quindi consigliati), gli altri tre devono ogni volta essere scaricati dal lettore prima di essere disponibili

Copertina per lo Store (a chiarimento)

Schermata 2013-09-09 alle 00.33.29

È la copertina che viene caricata durante l’upload dell’asset del libro e non quella contenuta all’interno del libro (per assurdo potrebbe addirittura avere un’altro contenuto).

È il primo strumento di marketing che abbiamo e quindi molto importante.

Le caratteristiche richieste sono:

Modo colore: RGB;

Dimensione lato corto: almeno 1400 pixel;

Per ottenere migliori risultati viene suggerita una risoluzione minima di 300 dpi.

Screenshots per lo Store (a chiarimento)

Sono le immagini che vengono caricate durante l’upload dell’asset del libro e non quelle realmente contenute all’interno del libro. Anche queste sono molto importanti per la promozione del nostro libro. Il chiarimento ‘ufficiale’ serve a spiegare meglio la possibilità che nei nostri screenshots sia presente o meno la ‘status bar’.

Queste le dimensioni ufficiali:

1024 x 768: (iPad1 e iPad2 con orientamento orizzontale)

1024 x 748: (iPad1 e iPad2 con orientamento orizzontale ed eliminazione della barra di stato )

768 x 1024: (iPad1 e iPad2 con orientamento verticale)

768 x 1004: (iPad1 e iPad2 con orientamento verticale ed eliminazione della barra di stato )

2048 x 1536: (iPad3 con orientamento orizzontale)

2048 x 1496: (iPad3 con orientamento orizzontale ed eliminazione della barra di stato )

1536 x 2048: (iPad3 con orientamento verticale)

1536 x 2008: (iPad3 con orientamento verticale ed eliminazione della barra di stato )

Immagini contenute nel libro (a chiarimento)

Per tutte le immagini interne al libro (copertina compresa) è adesso accettato per le dimensioni il limite superiore di 3.2 milioni di pixel. L’incremento rispetto al precedente limite (2,0 milioni di pixel) è notevole.

Ricordo che per verificare il limite basta moltiplicare le dimensioni in pixel della base per quelle dell’altezza.


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